ARTICOLO 34 della Costituzione

[...] I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi [...]

venerdì 21 maggio 2010

Senato Accademico di maggio

Il Senato Accademico del mese di maggio ha deliberato secondo ordinaria amministrazione offrendo anche alcuni interessanti spunti di riflessione.
La novità più rilevante riguarda la valutazione della didattica, un tema che coinvolge direttamente gli studenti e sul quale si sta concentrando la nostra attività di rappresentanza.
Per valutazione della didattica si intende un lavoro di riflessione sulla qualità dell’insegnamento impartito dai docenti, lavoro compiuto in primo luogo analizzando i questionari di valutazione (le cd. schede rosa) che gli studenti frequentanti compilano durante le lezioni.
Fino a ora i risultati dei questionari venivano semplicemente consegnati al singolo docente, non prevedendo nessun dovere di prenderli in considerazione.
Durante l'ultimo Senato è stato deciso che tutti i Corsi di Laurea dovranno dedicare una riunione all'attività di valutazione della didattica ogni sei mesi (valutando così l'andamento di ogni singolo semestre). Mentre al Preside e al Consiglio di Facoltà spetterà compiere una sintesi e fare proposte migliorative concrete.
Purtroppo su questa tematica molti aspetti rimangono incompleti e non si nasconde che alcuni professori sono reticenti a proseguire su questa strada che porta a instaurare un vero processo di miglioramento dell'insegnamento.
Il SA ha poi analizzato i dati per le tasse del prossimo a.a. (a riguardo potete leggere il resoconto di Francesco Diodato sotto) e ho sollevato perplessità sull'attuale organizzazione dei corsi di laurea a tempo parziale. Spesso non è chiaro in cosa consistano, la riduzione delle tasse rispetto al tempo pieno è solo del 15%, i piani di studio che propongono questa formula sono esigui e spesso non si adeguano alle reali esigenze degli studenti. In risposta abbiamo ottenuto che sono gli stessi studenti che non gradiscono questa diversa impostazione.
Siamo invece convinti che permettere agli studenti di adeguare il carico di studio alle proprie esigenze sarebbe una scelta che andrebbe incontro ai tanti studenti lavoratori presenti in Statale e ridurrebbe in maniera sensibile i “fuoricorso”, un problema presente solo in Italia e che vede in Statale 18.000 studenti in ritardo negli studi.
Ci sarà presto occasione di riparlare della questione, perciò sono gradite le vostre opinioni e proposte sul tema.
Infine il proprettore all'internazionalizzazione Regini ha illustrato i prossimi passi che UniMi deve compiere per aumentare l'attrattività nei confronti degli studenti stranieri. Tra gli altri c'è l'invito ad aumentare il numero di insegnamenti in lingua inglese, scelta che implica diverse problematiche (i professori sono in grado di insegnare in inglese? E gli studenti di seguire i corsi senza una specifica preparazione?) ma alla quale siamo molto favorevoli convinti che l'università debba proporre una formazione sempre più europea e internazionale.
Aurora Borghesani

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