ARTICOLO 34 della Costituzione

[...] I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi [...]

domenica 27 settembre 2009

Resoconto Consiglio di Facoltà del 22 Settembre 2009

Primo Consiglio di Facoltà di quest’anno accademico. Si fanno i conti sull’andamento delle iscrizioni alla nostra Facoltà, e i dati rivelano una certa continuità rispetto allo scorso anno, con un leggero aumento per quanto riguarda le iscrizioni alle Lauree Magistrali.
Per quanto riguarda invece la situazione finanziaria del nostro Ateneo, per ora il Ministero dell’Economia ci ha garantito 300 milioni di euro, a fronte di una necessità per la copertura degli stipendi di 520 milioni di euro. A risentirne saranno senza dubbio in primis la qualità dell’offerta didattica e i diversi servizi minimi per gli studenti e per il personale.

Valutazione della Didattica:
In aggiunta al questionario ministeriale che viene attualmente distribuito durante i corsi, in sede d’esame gli studenti saranno invitati a compilare il questionario elaborato dalla Commissione di Valutazione della Didattica (Commissione Gualandri). Il Consiglio di Facoltà è poi in attesa del parere del Garante della privacy per procedere alla pubblicazione dei dati del questionario ministeriale relativi al giudizio degli studenti sulla qualità della docenza.

Progetto PARI (Progetto di Accertamento dei Requisiti in Ingresso):
La segreteria studenti invierà una lettera agli studenti che non hanno superato il test di verifica dei requisiti di accesso, avvisandoli del fatto che se entro Dicembre 2010 non avranno colmato le loro carenze, sarà loro bloccato l’accesso agli esami a partire da Gennaio 2011.
http://pari.ariel.ctu.unimi.it



Vengono approvati:

- Un protocollo d’intesa con il Museo della Scienza e della Tecnica, a cura del Professor Giorello.

- Una convenzione con l’associazione Globus e Lobus a cura del Professor Lucchesi.

- Una collaborazione con il Centro Archeologico Italiano di Cultura del Cairo, a cura del professor Piacentini.

- Una collaborazione con L’istituto di lingua catalana.

venerdì 25 settembre 2009

domenica 20 settembre 2009

Resoconto della Commissione Didattica del 10 Settembre 2009



Comunicazione del Presidente Franzini su nota del Ministero: nessun docente può erogare più del 20% di CFU supplementari rispetto alla soglia di CFU previsti dai corsi tenuti dal docente stesso.

Comunicazione del Presidente Franzini sul nuovo sistema informatico caricato sul sito di Facoltà: si passerà a V4, con riferimento alla situazione dell’ a.a. 09/10, per un controllo della didattica. E’ prevista una finestra con i link ai programmi e alla guida degli a.a. precedenti.

Comunicazione del Presidente Franzini sull’annuncio del Ministro Gelmini riguardo al decreto ministeriale sulla formazione degli insegnanti. Il percorso è ancora lungo e risente dei tempi della politica. Resta ancora valido il percorso di crediti aggiuntivi previsto dal DM 22-2004 almeno fino al 2012, in attesa delle nuove classi. L’attesa per l’esaurimento delle graduatorie potrebbe arrivare al 2018. Purtroppo non possono essere ripristinati gli esami da 12 e da 3 CFU.

Comunicazione del Presidente Franzini riguardo alla situazione finanziaria del sistema universitario. Per ora sono garantiti 300 milioni dal Ministero dell’Economia, a fronte di un monte stipendi di 520. Ne risentiranno la didattica e i diversi servizi minimi per gli studenti e per il personale.

Relazione sugli esiti della commissione per la valutazione della didattica, a cura della Professoressa Gualandri:

E’ stata esaminata la griglia preparata dal Professor Chiesa ed è stata accettata con le seguenti modifiche:

Aggiunta dell’indicatore che rilevi quanti studenti frequentanti sostengano poi l’esame (su proposta di Obiettivo Studenti);

Aggiunta dell’indicatore che rilevi quanti studenti vengano rimandati/respinti o si ritirino dall’esame (su proposta di un docente).

Vengono invece rifiutate per ragioni tecniche e di merito le altre istanze di modifica richieste dai rappresentanti di Obiettivo Studenti.

La griglia naturalmente potrà essere modificata e migliorata nel corso delle prossime sedute di autovalutazione e nelle riunioni della Commissione.

Il questionario Conca (distribuito al termine del corso) potrebbe venir ripristinato online al momento dell’iscrizione all’esame.

Punto nodale sulla pubblicazione degli esiti dei questionari di valutazione. Si attende uno specifico parere del Garante per la privacy. Si ritiene in modo informale che questi non siano dati “sensibili”. La pubblicazione non potrà comunque riguardare singole facoltà, ma l’intero Ateneo.

Si delibera che la griglia approvata in commissione dovrà passare in CDF, in modo da avviare nei CCD in via sperimentale il processo di autovalutazione.

Requisiti di accesso e progetto Pari: approvata la proposta del Presidente Franzini di un iter per chi non superi la prova:

1. Possibilità di ripetere la prova per gli studenti che lo scorso anno accademico non l’abbiano superata.

2. La segreteria studenti invierà una lettera agli studenti che non hanno superato il test avvisandoli del fatto che se entro Dicembre 2010 non avranno colmato le loro carenze, sarà loro bloccato l’accesso agli esami a partire da Gennaio 2011.

3. Verrà inoltre ricordato a tali studenti che potranno avvalersi di tutors.

Viene rimandata la decisione sull’eventuale estensione del progetto Pari a tutti gli studenti, indipendentemente dal voto di maturità.

giovedì 4 giugno 2009

I risultati delle elezioni 2009 - Corsi di laurea

Lettere:
Sinistra Universitaria 237 voti, 53,2% - 4 seggi
Obiettivo Studenti 208 voti, 46,8% - 4 seggi
Filosofia:
Sinistra Universitaria 213 voti, 63,2% - 3 seggi
Obiettivo Studenti 124 voti, 36,8% - 2 seggi
Storia:
Sinistra Universitaria 108 voti, 51,7% - 3 seggi
Obiettivo Studenti 101 voti, 48,3% - 3 seggi
Beni Culturali:
Sinistra Universitaria 70 voti, 48,2% - 2 seggi
Obiettivo Studenti 64 voti, 44,1% - 2 seggi
Azione Universitaria 11 voti, 7,6% - 1 seggio

I rappresentanti di SU eletti nel 2009

Le elezioni di maggio 2009 nella facoltà di Lettere e Filosofia portanto a Sinistra Universitaria un successo molto importante.



Sinistra Universitaria 650 voti, 46% - 19 seggi

Obiettivo Studenti 580 voti, 41% - 17 seggi

Pantera Demos U.C. 114 voti, 8% - 3 seggi

Azione Universitaria SPL 49 voti, 3,5% - 1 seggio

Movimento Univ. Padano 20 voti, 1,5% - 1 seggio

Risultano eletti:
Consiglio di Facoltà
Turco Angelo (storia), Morosi Silvia (storia), Nava Irene (lettere), Virtuani Pietro (lettere), Parenza Andrea (filosofia), Rota Davide (beni culturali), Aprigliano Danilo (lettere), Grechi Giuditta (lettere), Talamona Emanuele (filosofia), Bdalin Amos (filosofia), Contu Davide (storia), Guerini Enrico (lettere), Borri Giuseppe (storia), Moro Federico (filosofia), Zunino Alessandro (storia), Lentini Aurelio (storia), Oppizzi Martino (storia), Chierici Federica (lettere), Cicchello Alessandro (storia)
CCD Lettere: Virtuani Pietro, Nava Irene, Aprigliano Danilo, Guerini Enrico
CCD Filosofia: Parenza Andrea, Talamona Emanuele, Badalin Amos, Moro Federico
CCD Storia: Turco Angelo, Morosi Silvia, Lentini Aurelio
CCD Beni Culturali: Rota Davide, Crapanzano Simona


sabato 2 maggio 2009

Cos'è Sinistra Universitaria


Il gruppo Sinistra Universitaria - Lettere e Filosofia nasce e opera in conformità con i regolamenti d'Ateneo, ma fa più ampio e generale riferimento, nei propri indirizzi complessivi e quotidiani, ai principi fondamentali della Costituzione Italiana, cui si attiene e cui tende non solo nell'agire in seno alla Facoltà, ma anche nel contribuire alla promozione e alla concretizzazione attiva di quest'ultima e delle sue attività nel contesto studentesco e sociale, nonché nella morale individuale.
Il gruppo Sinistra Universitaria  - Lettere e Filosofia non esercita alcun tipo di discriminazione religiosa o sociale né al proprio interno né in seno universitario; in virtù di tale principio costituzionale, è un gruppo laico che, non rispondendo ai dettami di determinate autorità religiose, si richiama ai principi di dialogo e confronto, segnatamente in materia culturale, incoraggiati dalla Carta Costituzionale
Il gruppo considera l'Università, in primo luogo, un bene pubblico, e in quanto tale la difende, nelle proprie possibilità, tanto come istituzione quanto come nucleo del lavoro e della vita degli studenti, contribuendo a tutelarne l'autonomia da qualsiasi atto o ingerenza non pubblica che ne limiti la libertà. In particolare, Sinistra Universitaria-Lettere e Filosofia afferma la piena autonomia e rappresentatività storica, culturale e identitaria del sapere umanistico, incoraggiandone con tutte le proprie forze la diffusione, l'interesse e l'approfondimento didattico e accademico, nella prospettiva di una riacquisizione di un ruolo fondante e direttivo dell'Ateneo e della società.
Sinistra Universitaria - Lettere e Filosofia,  attraverso un lavoro di rappresentanza concreto, effettivo, di dialogo e confronto costante, si propone di trovare le soluzioni più adatte alle diverse esigenze degli studenti. La nostra scelta è radicalmente apartitica, ma positivamente politica.

I rappresentanti di
Sinistra Universitaria - Lettere e Filosofia intendono partecipare in modo attivo, dinamico e critico alla vita universitaria, adempiendo ai compiti di rappresentanza in modo trasparente verso gli studenti (aggiornandoli sulle iniziative intraprese e sui risultati ottenuti) e con lealtà nei confronti di quei principi che sono alla base della lista. I rappresentanti si pongono inoltre l’obiettivo di rendere più vitale l’ambiente universitario, promuovendo un’intensa attività di tipo culturale attraverso la promozione di eventi e iniziztive quali Scintille Umanistiche, Universi, Lezioni d’artista, Camera Chiara, Cineforum.
A questo si aggiunge il progetto StataleSostenibile: oltre agli incontri aperti con scienziati e personaggi del mondo della cultura, i rappresentanti di Sinistra Universitaria – Lettere e Filosofia all'interno degli organi in cui sono stati eletti promuovono misure volte a contenere gli sprechi e l'impatto ambientale delle strutture della nostra Università. (ad esempio l’uso di carta riciclata, del fronte-retro, regolazione dei termostati, riduzione dello stand-by delle apparecchiature elettroniche e raccolta differenziata)

mercoledì 25 marzo 2009

La Biblioteca Centrale aperta fino alle 22.00: un'iniziativa utile?




Ciao a tutti,

nel Consiglio di biblioteca delle Facoltà di Lettere e Filosofia e Giurisprudenza che si è tenuto oggi, è stato presentato il progetto di estensione dell'orario della sala studio della biblioteca centrale, dal lunedì al giovedì, fino alle ore 22.00.

La proposta è stata avanzata dall'Assemblea degli studenti di Festa del Perdono autocostituitasi durante le proteste contro il decreto Gelmini, che si è sempre dichiarate ostile al canale della rappresentanza. Il Rettore ha accolto la loro richiesta finanziando, in via straordinaria, dal 1 aprile al 30 giugno, l'estensione dell'orario della biblioteca Centrale fino alle ore 22.00.

Come rappresentanti di SU ci siamo battuti, in questi anni, per rendere l'Università uno spazio vivace e vissuto fino a sera. Al contempo, siamo consapevoli che per modificare le abitudini e i ritmi quotidiani degli studenti, in gran parte pendolari non residenti a Milano, sia necessario uno sforzo che interessi tutte le componenti accademiche e miri a rendere i diversi poli dell'Ateneo appetibili fino a sera, attraverso l'organizzazione di eventi culturali e l'apertura di nuovi spazi di aggregazione.

Ci sembra quindi che, in questo momento, più che di estensioni "ad effetto" che cavalcano l'esempio (nobile e apprezzabile) delle Università straniere, le nostre biblioteche abbiano bisogno di orari più uniformi e compatibili con la possibilità di studiare, nel proprio dipartimento, fino alle 18.30-19.00. Chi vive l'Università quotidianamente sa che esistono biblioteche, ad esempio a lingue o a filosofia, che chiudono per pomeriggi interi o alle ore 16.00, impedendo, di fatto, di studiare avendo a disposizione le fonti e i materiali necessari al lavoro di tesi.

Di fronte alla "spettacolare" apertura serale, fino alle 22.00, della Biblioteca Centrale, quindi, se da una parte speriamo che la reazione degli studenti sia positiva e l'esperimento abbia successo, dall'altra ci auguriamo che questo non sia che il primo passo di una più capillare e "praticabile" estensione degli orari delle nostre biblioteche, che dia la possibilità a tutti, residenti a Milano e non, di usufruire delle risorse bibliografiche durante tutto l'arco del giorno (un orario comune dalle 9.00 alle 19.00 ci sembrerebbe un ottimo traguardo).

Infine, non possiamo che respingere con fermezza l'attacco, iterato e organizzato, che l'Assemblea degli Studenti nata quest'autunno, sta portando alla rappresentanza studentesca in Università. La scelta democratica dei rappresentanti degli studenti è un presupposto fondamentale alla possibilità che le nostre istanze trovino ascolto da parte delle altre componenti. La storia ci ha insegnato a diffidare di chi si autonomina portavoce di una collettività screditando e scavalcando le istituzioni democratiche. Il processo decisionale di ogni organizzazione o istituzione che si dia un ordinamento democratico è lento e faticoso, ma produce frutti duraturi e contribuisce alla maturazione di un clima di concordia e reciproco rispetto.

Approfittiamo quindi dell'occasione per ricordare che il 13 e 14 maggio potrete rinnovare i vostri rappresentanti. Più l'affluenza sarà massiccia, più gli studenti potranno far pesare la loro voce negli organi accademici. I prossimi due anni saranno particolarmente delicati a causa dei tagli del FFO a cui anche il nostro Ateneo dovrà fare fronte. Vi invitiamo quindi ad informarvi sulle diverse liste in competizione e sulle attività che queste hanno svolto nel biennio che si sta per chiudere.

Ciao!

giovedì 12 marzo 2009

Elezioni 2009: candidati con noi!


DIAMO VOCE AGLI STUDENTI!


Sinistra Universitaria-Lettere e Filosofia, attraverso un lavoro di rappresentanza concreto, effettivo, di dialogo e confronto costante, si propone di trovare le soluzioni più adatte alle diverse esigenze degli studenti.
La nostra scelta è radicalmente apartitica, ma positivamente politica: il nostro punto di riferimento è la Costituzione Italiana, della quale assumiamo soprattutto il valore del dialogo, del rispetto delle idee e delle diverse esperienze, il rifiuto delle discriminazioni, l’incoraggiamento verso una libera e attiva partecipazione, l’importanza di un sapere pubblico e accessibile a tutti.

“Perché prima che insegnanti e studenti siamo cittadini e uomini” (Ferdinando Giordano).

Come principali campi di azione ci proponiamo:

  • Sondare la possibilità di un ripristino dell’appello di Aprile o, in via alternativa, richiedere che l’appello di Maggio si tenga entro la prima metà del mese.
  • Sollecitazione affinché siano resi pubblici i risultati dei questionari di valutazione della didattica.
  • Estensione degli orari delle biblioteche (è già attiva una raccolta firme), maggior ruolo degli studenti nella loro organizzazione e nella valutazione della loro efficienza.
  • Riqualificazione ed ampliamento degli spazi per gli studenti (riapertura dei chiostri e prolungamento degli orari del servizio mensa).
  • Maggiore rappresentanza degli studenti all’interno del mondo della ricerca (seminari, conferenze, lezioni, progetti di ricerca per una laurea magistrale che possa già formare futuri studiosi).
  • Potenziamento del progetto Erasmus con l’aggiunta di più sedi e con un maggiore contatto tra la nostra Facoltà e le Università estere.
  • Tutela dell’autonomia dell’Università contro l’ingerenza di privati e fondazioni.
  • Promozione di un’idea di Università aperta, integrata nella società civile, con un ruolo di avanguardia e fondata sulla meritocrazia.
  • Ricerca di un proficuo dialogo e confronto con il corpo docenti al fine di favorire l’accorciamento delle distanze tra studente e Università.
I rappresentanti di Sinistra Universitaria-Lettere e Filosofia intendono partecipare in modo attivo, dinamico e critico alla vita universitaria, adempiendo ai compiti di rappresentanza in modo trasparente verso gli studenti (aggiornandoli sulle iniziative intraprese e sui risultati ottenuti) e con lealtà nei confronti di quei principi che sono alla base della lista Sinistra Universitaria-Lettere e Filosofia.

FAI ANCHE TU IL RAPPRESENTANTE DI SINISTRA UNIVERSITARIA!

mercoledì 18 febbraio 2009

Verso la proroga del mandato rettorale del prof. Decleva. Il parere favorevole dei rappresentanti di Sinistra Universitaria

Riportiamo qui sotto il testo della dichiarazione di voto con cui i rappresentanti di Sinistra Universitaria in Senato Accademico hanno approvato la proposta di prolungamento del mandato a Rettore del prof. Decleva, ordinario di Storia contemporanea presso la nostra Facoltà, al fine di poter proseguire nell'incarico di presidente della Conferenza dei Rettori Italiani in una delicatissima fase per il nostro sistema universitario.


Con il sostegno che anche noi, rappresentanti di Sinistra Universitaria nel Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia, esprimiamo a questa prospettiva, desideriamo:

1) non far mancare la nostra fiducia al lavoro di complessa mediazione che il prof. Decleva svolge dall'estate 2008 per scongiurare la piena conferma dei definanziamenti previsti per il 2010, pur sollecitando affinché gli sforzi presenti e futuri per il saldo del bilancio non vadano a detrimento della didattica, anche nei suoi settori liminari, del sistema bibliotecario e, in generale, delle componenti più giovani e attive del nostro Ateneo, con particolare riguardo alle Facoltà umanistiche, in ormai cronica difficoltà.

2) prestar fede alla denunce lanciate dal prof. Decleva in aula magna, nel novembre scorso, in un incontro interuniversitario organizzato dai rappresentanti della nostra lista, come manifestazione di una posizione non ambigua sugli interventi contro la ricerca posti in essere dall'attuale governo di destra.

3) non rinunciare a sostenere un principio di mobilitazione seria, civile e democratica di fronte all'attacco all'università, preferendo gli strumenti più incisivi a nostra disposizione, in primis politici e di rappresentanza, evitando, con banali generalizzazioni baronali, di lacerare il sistema universitario anziché ricomporlo.

4) evitare, consci tanto dell'irritualità della procedura di proroga quanto anche dello sfacelo alle porte per l'Università italiana, di assumere posizioni intransigenti per forma e sostanza, con il rischio di aprire le porte a una CRUI più accondiscendente verso i baronati "reali", verso i movimenti clericali o, peggio ancora, verso lobby mediche, giuristiche o ingegneristiche, le cui ingerenze nell'Università sarebbero quanto meno limitate da un presidente proveniente da una Facoltà umanistica.


Qui di seguito la dichiarazione di voto dei senatori accademici:


Oggi ci troviamo a votare una modifica di Statuto che risponde ad esigenze contingenti riguardanti il nostro Rettore. Questa situazione ci mette di fronte all’impossibilità di prendere una decisione esclusivamente sul merito della proposta presentata e ci impone di considerare il contesto in cui questa viene presa. Teniamo a sottolineare le nostre critiche sul metodo con cui si effettua questa modifica di Statuto poiché crediamo che simili regole sul governo del nostro ateneo non vadano cambiate in funzione di immediate circostanze.
Siamo inoltre molto critici sui tempi e sulle modalità con cui è stata sviluppata la discussione in merito alla modifica in esame, in quanto i pochi giorni a nostra disposizione non ci hanno permesso di avere un serio confronto con la componente che rappresentiamo. Siamo stati costretti a prendere in breve tempo una decisione che invece meritava un’approfondita riflessione.
Difficile poi per noi comprendere il silenzio da parte del Rettore circa quella che si configura come una mozione di fiducia e di riconferma e che per questo motivo l’avrebbe secondo noi dovuto vedere principale promotore ed estensore del suo progetto. Siamo inoltre dispiaciuti del fatto che questa discussione si tenga solo oggi, per la prima volta, nell'organo competente a decidere: il Senato.
Tuttavia ci rendiamo conto dell’eccezionalità della situazione in cui si trova il nostro Ateneo e riteniamo positivo che la modifica proposta circoscriva con precisione i termini di concessione della proroga e rispetti le prerogative del Senato Accademico.
Nel breve tempo che abbiamo avuto a disposizione in preparazione di questa seduta abbiamo cercato di raccogliere il maggior numero di informazioni e di opinioni sulle conseguenze di questa modifica statutaria, per meglio poterne comprendere la portata in un momento così delicato per il nostro sistema universitario.
Ci siamo inoltre interrogati sulle possibili ripercussioni che la scelta di oggi potrebbe produrre per gli studenti - tenendo anche conto delle mobilitazioni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi – e di come la posizione del nostro ateneo sarebbe stata letta dalla stampa.
Questo è un periodo in cui il nostro lavoro all'interno delle istituzioni accademiche viene osservato con particolare attenzione, un'attenzione che deve essere di stimolo per una più forte responsabilizzazione nell'attuare quelle riforme che da troppi anni l'università e la società italiana si attendono.
Crediamo che nel processo di riforma del sistema universitario in corso, l'università italiana debba essere autorevolmente rappresentata nei rapporti col ministero e debba far pesare la propria opinione al fine di rendere le future riforme migliori e non meno incisive.
Solo una responsabile disponibilità del mondo accademico a riformarsi potrà forse permettere che vengano ritirati i pesantissimi tagli che oggi gravano sul sistema universitario italiano, ritenuto oggi da ampi settori della società, a torto o a ragione, in gravi difficoltà.
Prendiamo atto delle posizioni espresse dal Rettore Decleva in merito a una rapida ripresa dei lavori della commissione regolamenti che affronti tra gli altri temi: la riattivazione della Conferenza degli studenti e una maggiore partecipazione degli studenti nelle elezioni del Rettore.
Attendiamo con fiducia inoltre i primi segnali per un processo di riforma del metodo di lavoro degli organi accademici di governo che, proprio a partire da questo Senato Accademico, dovranno dotarsi di nuovi strumenti ed adottare forme più adatte a rispondere alle esigenze del nostro ateneo. Richiamiamo qui il Senato Accademico al proprio ruolo di indirizzo strategico, ruolo che troppo spesso non è stato in grado di assolvere con efficacia, a partire proprio dalla costruzione di un dibattito collegiale sulla modifica statutaria in esame.
Riteniamo pertanto fondamentale che venga al più presto istituita una commissione istruttoria al fine di produrre una bozza di programma che impegni il Senato e il Rettore nei prossimi due anni. Questa commissione dovrà concludere i lavori entro la seduta del Senato in cui si discuterà l' approvazione di una proroga al mandato del Rettore.
Solo arricchendo di contenuti propositivi il lavoro dei prossimi mesi saremo in grado di presentare questa modifica dello statuto come un ponte verso un rinnovato impegno riformatore, che, se vorrà produrre risultati concreti, dovrà essere sostenuto non solo dal Rettore ma da tutto il Senato, coerentemente alle posizioni propositive emerse nel dibattito sulla modifica statutaria.
E’ con spirito di responsabilità che oggi votiamo sì a questa modifica dello Statuto. Un sì non acquiescente, ma critico e condizionato ai passi che il nostro Ateneo intraprenderà nelle prossime settimane.

martedì 18 novembre 2008

Le priorità per Lettere

Pubblichiamo il documento presentato quest'oggi al prof. Paolo Chiesa, ordinario di Letteratura latina medievale e nuovo presidente del C.C.D. di Lettere.

Rendere attivo il C.C.D. in un momento di dissesto dell’Università. La necessità di impostare una prospettiva di risparmio delle risorse alla luce dei violenti tagli in corso dovrebbe, a nostro avviso, essere investita di un dialogo con le componenti del C.C.D., e dunque, vista la straordinarietà del momento, non dovrebbe rimanere di esclusivo interesse del consiglio di dipartimento.


Porre la biblioteca al centro della nostra attività didattica. Le istanze provenienti dalla direzione della biblioteca SA.FM ci sembrano sacrosante: la centralità del sistema bibliotecario in un Corso di Laurea umanistico è indubbia, e va affrontata pensando a una estensione degli accessi e dei servizi, nonché a una più ampia offerta della consultazione libera dei risultati della ricerca, anche mediante sistemi informatici come l’open access.


Potenziare i nuovi regolamenti con attività didattiche parallele. L’istituzione di insegnamenti da 12 crediti, che abbiamo sostenuto, non ha portato a una sostanziale variazione dell’impostazione didattica dei corsi. Siamo convinti che strumenti paralleli di didattica, quali nuovi seminari, esposizioni tenute da studenti, composizione di elaborati, collaborazioni gratuite alla ricerca, spunti di dialogo e lettura in lingua straniera, laboratori più partecipativi, debbano costituire le basi per rendere effettiva, e non solo numerica, la svolta impressa con la riforma regolamentale.


Ripensarci valutandoci. La riforma dei regolamenti didattici ha portato modifiche che, com’è stato detto, dovranno essere passibili di una valutazione sui risultati, in vista di possibili futuri emendamenti. Noi spingiamo affinché si valutino, almeno quantitativamente, ma anche qualitativamente mediante i questionari già vigenti o altri sistemi: lo spostamento di alcune discipline al solo biennio e lo spazio maggiore conferito ad altre nel triennio; i metodi di valutazione delle competenze pregresse; la rara presenza di discipline moderniste nei corsi classicisti; la possibilità di effettuare discostamenti, nei limiti dei regolamenti, sul piano degli studi.


Nella crisi, non chiudersi, ma promuovere insieme l’esistenza della ricerca umanistica. La sospensione delle SILSIS e la riduzione dei posti di dottorato di ricerca ha reso ancor più desolante il panorama degli sbocchi del nostro Corso di Laurea. L’apertura alla società civile è la miglior risposta a questo tentativo di mettere sempre più nell’angolo la cultura umanistica e letteraria: siamo convinti che il coordinamento didattico debba pensare, travalicando le varietà interne tra classicisti e modernisti, tra docenti e discenti, a interventi, seminari, conferenze e lezioni pubbliche da tenersi e pubblicizzarsi anche al di fuori degli spazi dell’Università, e soprattutto con la cooperazione di tutte le componenti.


I rappresentanti di Sinistra Universitaria nel C.C.D. di Lettere

mercoledì 12 novembre 2008

La risposta del Presidente Napolitano

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto con questa comunicazione al nostro intervento e alla nostra lettera pubblicata il primo novembre scorso.

Il file pdf è scaricabile qui: http://files.splinder.com/3352eae1849f8519d341f561c6da6d1c.pdf.

martedì 4 novembre 2008

La mozione del Consiglio di Facoltà sulla legge 133

Pubblichiamo, estratto dal resoconto della seduta, la mozione approvata dal nostro C.d.F. dello scorso 28 ottobre in merito alla legge 133.

Il C.d.F., in sintonia con le mozioni del Senato e della Crui, nuovamente sottolinea le forti preoccupazioni derivanti dai provvedimenti contenuti nella legge 133, che, con i suoi tagli indifferenziati e ingiustificati, aggrava i problemi dell’Università pubblica italiana, penalizzandone tutte le componenti, e in particolare quelle già strutturalmente più deboli (studenti, dottorandi, assegnisti), senza neppure facilitare quella necessaria revisione critica di meccanismi concorsuali e procedurali che l’Università stessa sente come suo essenziale bisogno. Si augura di conseguenza che i provvedimenti relativi all’Università contenuti nella legge 133 vengano prontamente rivisti, rendendo possibile sia la vita degli Atenei nel prossimo anno accademico sia una profonda revisione dei criteri generali che regolano le forme di governo e di selezione all’interno delle Università. Si impegna a mantenere viva e costante, in tutte le sue componenti, l’attenzione e il dibattito su questi temi, sui quali si gioca il destino dell’università italiana.

lunedì 3 novembre 2008

C.d.F. del 28/10: approvate le commissioni d'esame e confermati due bienni

Nel corso dell'ultimo Consiglio di Facoltà, tenutosi il 28 ottobre scorso, sono state approvate le commissioni d'esame per l'A.A. corrente.
Inoltre, con differimento rispetto a quanto approvato nei mesi scorsi, sono stati confermati i nuovi ordinamenti dei corsi di laurea magistrale in Scienze e culture dell'ambiente e del paesaggio e in Musicologia.
Il documento che riporta le commissioni d'esame e il testo degli ordinamenti approvati sono consultabili nel sito della Facoltà di Lettere e Filosofia, sezione "documenti approvati": http://www.letterefilosofia.unimi.it/2168_ITA_HTML.html.

sabato 1 novembre 2008

Lettera al Presidente Napolitano

Pubblichiamo il testo della lettera consegnata quest'oggi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della sua visita alla nostra Università.

Caro Presidente,

siamo studenti delle Università di Milano. Siamo studenti che credono nello studio, nel lavoro, nell’impegno. Siamo studenti che hanno a cuore la scuola pubblica per la sua capacità di formazione di qualità per tutto il Paese.

È da luglio oramai che stiamo lavorando all’interno ed all’esterno delle Università per approfondire i contenuti e le conseguenze della legge 133, al tempo decreto 112. Abbiamo studiato gli articoli di questo provvedimento e siamo estremamente preoccupati delle ricadute che i tagli ivi previsti causeranno all’Università pubblica. All’interno di questo percorso, sono sopraggiunti provvedimenti ancora più gravi riguardo il sistema scolastico pubblico in generale.

Abbiamo in più occasioni chiesto al Governo ed al Ministro responsabile di tornare sui propri passi e rivolgersi a quelle persone che, quotidianamente, vivono queste realtà: studenti, professori, ricercatori, lavoratori, maestre, famiglie e l’elenco è ancora lungo. Questa richiesta è stata ripetutamente rispedita al mittente, fino all’approvazione di entrambi i provvedimenti con voto di fiducia, strumento intrinsecamente destinato ad eludere ogni forma di dialogo istituzionale.

Per queste ragioni siamo scesi in piazza in più occasioni, esercitando il nostro diritto a manifestare pacificamente garantito dagli articoli 16 e 17 della Costituzione. Abbiamo intenzione di continuare su questa strada, ed oggi vogliamo rivolgerLe un sincero appello.

In qualità di garante della Costituzione, tanto dei diritti in essa riconosciuti, quanto del rispetto dell’ordinamento dei poteri, Le chiediamo di fare tutto ciò che è nelle Sue mani perché da un lato il Governo eserciti le proprie prerogative nel rispetto degli altri organi costituzionali e dall’altro siano garantiti i diritti fondamentali di noi cittadini, tra i quali risalta appunto il diritto alla protesta.

Certi della Sua sensibilità alla Costituzione italiana ed alla nostra inquietudine,
Le chiediamo di intervenire affinché la strumentalizzazione delle proteste, da parte di entrambi gli schieramenti, non offuschi il merito delle problematiche che stiamo sollevando: queste proteste sono originate dalle conoscenze e dalla consapevolezza che la società civile ha acquisito negli ultimi mesi e non accettiamo di essere considerati “quattro facinorosi”.
La invitiamo inoltre ad approfondire con attenzione i profili di costituzionalità dell’appena convertito decreto 137, a difesa di un sistema di formazione pubblico, pilastro fondamentale della democrazia italiana, la nostra democrazia.

Nel frattempo, noi continueremo ad esercitare pacificamente i nostri diritti.

Le rivolgiamo cordiali saluti,
Studenti delle Università di Milano
Università degli Studi di Milano

mercoledì 29 ottobre 2008

Intervento nel Consiglio di Facoltà del 28/10

La posizione della lista “Sinistra Universitaria” sui tagli all'Università previsti dal Decreto 133/08

Come rappresentanti degli studenti di Sinistra Universitaria, condividiamo le preoccupazioni espresse dal nostro Senato Accademico e dalla CRUI. Mentre gli altri paesi d'Europa aumentano o lasciano invariata la spesa in istruzione e ricerca, il nostro Governo decide di tagliare bruscamente le risorse più importanti per ogni paese occidentale.

Ci preme di sottolineare come le proteste attualmente in corso, a differenza di quelle alle quali i decenni passati ci hanno abituato a pensare, siano trasversali agli schieramenti politici degli studenti. In questi giorni, molti dei nostri colleghi, esterni a movimenti e partiti politici e dall'orientamento politico più diverso, si rivolgono a noi per informarsi sulle forme nelle quali potrebbero dare il loro contributo alle iniziative di dissenso contro i tagli previsti dal Decreto 133.

Nel nostro Ateneo finora le proteste sono state perlopiù costruttive e pacifiche, anche se, purtroppo, è impossibile liberarsi dei soliti gruppi settari e anti-democratici che si rendono protagonisti di atti vandalici o violenti rischiando di far dimenticare le buone ragioni della maggioranza degli studenti coinvolti nelle iniziative.

In quanto rappresentanti eletti per mantenere aperto il dialogo e la collaborazione tra docenti, ricercatori, dottorandi e studenti, ci sembra doveroso, in un momento in cui l'Università versa in condizioni di emergenza, lavorare all'unità di tutte le componenti accademiche. Per questo proponiamo ai docenti diverse attività in cui declinare questa collaborazione. Invitiamo chi lo ritenesse utile a:

1-Informare dettagliatamente i propri studenti sui tagli che l'Università pubblica sta per subire.
2-Tenere lezioni all'esterno dell'Università, in particolare nelle piazze di Milano.
3-Partecipare alla conferenza interuniversitaria del 4 novembre, in cui alcuni docenti degli Atenei milanesi discuteranno il profilo che una reale riforma dell'Università dovrebbe avere.
4-Partecipare a riunioni aperte a docenti, ricercatori dottorandi e studenti in cui ci si confronti sulle iniziative più adatte a scongiurare i rischi che incombono sulla nostra Università.

Crediamo che mai come in questo momento l'Università debba recuperare un senso di coesione ed unità. Siamo consapevoli dei rischi gravissimi ai quali una divisione tra le diverse componenti accademiche potrebbe portare. Per questo, continueremo ad adoperarci per valorizzare al meglio il canale della rappresentanza e per dare al nostro Ateneo una voce forte e comune che possa essere d'aiuto al futuro dell'Università.

Danneggiata la nostra bacheca di via Noto

Un gruppo di studenti, che si è identificato con il nome di "Assemblea di Via Noto", oggi ha deliberatamente smontato la bacheca di Sinistra Universitaria in via Noto, strappando sia i fogli affissi dai rappresentanti di Scienze umanistiche per la comunicazione e Scienze dei beni culturali, sia la stessa copertura della bacheca, e vi ha sostituito un suo striscione.


Con tale azione, esattamente nel giorno in cui il nostro Consiglio di Facoltà approvava con partecipazione l'intervento dei rappresentanti di Sinistra Universitaria (a breve verranno pubblicati i resoconti), alcuni gruppi gravitanti attorno al movimento di collettivi di protesta "Università in lotta" hanno dato prova del loro senso civico proprio contro la rappresentanza democraticamente eletta, il cui ruolo è essenziale in una fase così delicata da richiedere l'unità, e non la spaccatura del nostro sistema universitario, tanto invocata da certi slogan ad effetto pitturati sugli striscioni esposti.


Rifiutando il ruolo delle istituzioni e il dialogo con esse forse attireranno consensi, ma rischiano di compromettere, con facili strumentalizzazioni, il delicato lavoro dei rappresentanti negli organi istituzionali d'elezione: gli unici organi, è bene ricordarlo, in grado di poter incidere concretamente nella salvezza del sistema universitario.

Questa azione di forza compiuta in via Noto fa inevitabilmente da contrappunto al più generale clima di astio che la rappresentanza riceve nelle assemblee coordinate dal gruppo "Università in lotta": i nostri interventi vengono puntualmente relegati ai margini dei dibattiti, impegnati perlopiù su un'organizzazione sovietica e nostalgica dei lavori, del tutto avulsi da un prospettiva di incidenza concreta sugli organi accademici, e assai poco propensi al riconoscimento democratico del ricco e vivace pluralismo esistente in Facoltà.

Consci della minore "urlabilità" del nostro lavoro istituzionale, ma anche del nostro senso di responsabilità che ci impone di unire, e non spaccare la Facoltà, pubblicheremo quanto prima su questo blog e sulle bacheche di via Festa del Perdono, piazza Sant'Alessandro e via Noto un report del C.d.F. di quest'oggi, sintetizzando i contenuti e le posizioni degli interventi delle rappresentanze, le reazioni dei docenti, i risultati ottenuti.

venerdì 17 ottobre 2008

Agli antipodi della nostra formazione umanistica

comunicato in merito agli effetti della legge 133/2008
a cura dei rappresentanti di Sinistra Universitaria nel C.d.F. di Lettere e Filosofia


Quasi con contrizione, sappiamo che la società civile non ci riconosce più come credibili attori della ricerca e del dibattito, preferendo l’obiettività granitica di una pervasiva classe giuristica, medica e ingegneristica. Soffriamo di un’inguaribile senilità, anagrafica e intellettuale. La carenza di prospettive lavorative, per noi studenti umanisti, è ormai proverbiale quanto le barzellette sui carabinieri. I pochi finanziamenti concessi alla nostra ricerca, così formativa ma altrettanto intangibile e nobile, sono una realtà con cui facciamo di anno in anno i conti. Dunque, per noi, la batosta che arriverà dalla sciagurata legge «Gelmini» suona, più che come un drastico taglio, come una beffarda e crudele missione punitiva contro un’ambulanza sgangherata in una periferia già desolata.

Già l’abolizione delle SILSIS aveva sbarrato uno sbocco naturale per molti dei nostri studi. Sei mesi di governo, 133 anni di danni: la riduzione progressiva del Fondo per le Università, unita al blocco del turn over per le assunzioni, genera una miscela esplosiva in grado di gettare un sudario sulla didattica e sulla ricerca umanistica. La biblioteca di Filosofia è costretta a chiudere il mercoledì mattina; molti salti mortali dei direttori delle biblioteche, dalla SA.FM a Lingue, sono a rischio di vanificazione, in una Facoltà che vive e pulsa intorno al suo sistema bibliotecario; borse di studio e di dottorato (calate, rispetto all’anno scorso, da 27 a 22), affidamenti, laboratori, mete Erasmus e persino stipendi di ricercatori e docenti a serio pericolo di ridimensionamento per l’impossibilità di chiudere i bilanci.

Un patrimonio di studenti in crescita, una varietà e novità nei nostri indirizzi di studio, docenti, in non pochi settori, tra i migliori in Europa: tutto ciò rischia di essere esportato o buttato a mare. Un sano revisionismo sui libri di storia, una buona dose di razzismo distribuito e giustificato, un mercato editoriale e mediatico pressoché monopolistico, un veto ipocrita e clericale di fronte a qualsiasi espressione artistica provocatoria e innovativa, uno spirito di ricerca e approfondimento vivace solo se veicolato da Mediaset o se rivelato da Ratzinger: gli ingredienti della politica culturale di questo governo di destra sono agli antipodi di qualsiasi coscienza critica umanistica. Amica di Formigoni e della Moratti, special guest al meeting di Rimini, la Gelmini certo non può essere bersaglio critico dei rappresentanti di Comunione e Liberazione, alias Obiettivo Studenti, fermi da tempo in un taciturno antitremontismo: prima regoliamo i conti in Forza Italia, poi pensiamo a salvare l’Università. Beata ignoranza!

Complice un’informazione figlia del nostro declino, ampio risalto hanno assunto proteste forzate, quali solo elementi esterni alla nostra Facoltà sono in grado di proporre. Non abbiamo nel nostro corpo docente un avversario ideologico contro cui inscenare colorite occupazioni, ma piuttosto una variegata realtà con cui istituire un dialogo nel merito, a partire dalle lezioni, sedi privilegiate del confronto. D’altro canto, in forte ritardo e in maniera piuttosto moderata, il nostro Senato Accademico ha levato una protesta approvando una mozione contro la legge «Gelmini». Il Consiglio della nostra Facoltà si appresta a sottoscrivere questa mozione: coscienti dei suoi limiti, noi la sosterremo con senso di responsabilità, a condizione che ciò produca momenti di confronto e protesta comune tra docenti e discenti, sia pure necessitanti costruttive sospensioni dell’ordinaria attività didattica.

Pochi avrebbero immaginato, a quarant’anni dal 1968, che sarebbe stata necessaria una nuova mobilitazione per l’Università e per il Paese, irrimediabilmente in declino senza una solida prospettiva di ricerca. Oggi, questa lotta, ci tocca di nuovo e ci investe, quasi a invitarci a celebrare, a denti stretti, questo quarantennale: come studenti, per una Facoltà pubblica e laica, non privatistica e televisiva perché affamata e ridotta agli stenti; come umanisti, perché a chi vuole scipparci il rilievo che ci rimane nel dibattito civile e culturale, sapremo opporci con armi ben più raffinate di quei quattrini in meno con cui credono di metterci nell’angolo.

martedì 16 settembre 2008

Il Governo mortifica le Università

Publichiamo la nostra posizione di rappresentanti sui pesantissimi tagli all'Università varati dall'attuale governo. Un Paese che smantella l'Università è un Paese senza futuro. Tocca anche a noi, studenti, impedire che il futuro del nostro paese venga compromesso da chi considera la ricerca un'inutile zavorra di cui disfarsi.

In qualità di rappresentanti degli studenti di Sinistra Universitaria, dopo aver analizzato e discusso il testo della legge n. 133 esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per il futuro dell'Università. L'intento di questa lettera è quello di sensibilizzare e informare gli studenti in merito alla difficile situazione che stiamo attraversando.

Consideriamo tali provvedimenti inaccettabili innanzitutto per una questione di metodo, in quanto il decreto introduce una riforma dell'Università italiana di vasta portata e dagli esiti incerti eludendo un indispensabile confronto in Parlamento, nel Paese e con gli Atenei; nel merito, poiché esplicitano una politica che ritiene l'Università strategicamente non rilevante ai fini dello sviluppo della nazione.

La legge prevede tagli indiscriminati dei finanziamenti senza contemplare criteri di valutazione che permettano di differenziare gli Atenei virtuosi da quelli che gestiscono male le risorse. Queste misure invece di evitare gli sperperi, aggravano ulteriormente le difficoltà già presenti nella gestione economica delle Università italiane, ampiamente e storicamente sottofinanziate rispetto ai paesi europei.

La riduzione drastica delle assunzioni nei prossimi tre anni comporterà una notevole diminuzione del personale docente negli atenei, con pesanti ricadute su didattica e ricerca. Questo provvedimento rende ancora più incerto il futuro di chi tra gli attuali studenti e dottorandi ha deciso o deciderà di intraprendere la carriera universitaria nel nostro paese.

Ci preoccupa molto la possibilità prevista dal decreto di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato, non essendo ancora chiare le ripercussioni di questa scelta sia sul governo che sul sistema di finanziamento degli atenei.

Nel contesto di questo provvedimento giudichiamo grave la volontà dell'attuale Ministro Gelmini di abbandonare la strada della valutazione, affossando il progetto dell'ANVUR (l'Agenzia Nazionale per la Valutazione delle Università e della Ricerca) previsto nella Finanziaria 2006 e mai realizzato.

Mentre nel resto d'Europa la valutazione è uno degli strumenti che assicurano la qualità della didattica e permettono una maggiore efficienza nella gestione delle risorse, l'attuale Governo italiano ha deciso di fare un passo indietro.

Di fronte ad una classe politica che non intende investire nel sistema universitario condannandolo al declino, la spinta per un cambiamento deve partire da noi studenti.

Non è sufficiente opporsi ai tagli, ma occorre pretendere una ripartizione dei finanziamenti alle Università che tenga conto della qualità della didattica e della ricerca, della gestione economica, dei servizi agli studenti e delle politiche di internazionalizzazione.

Non mancheremo di tenervi costantemente aggiornati su quello che verrà deciso nelle sedi istituzionali e sulle possibili iniziative che organizzeremo nelle prossime settimane.

I rappresentanti di Sinistra Universitaria

giovedì 26 giugno 2008

SU-Lettere e filosofia: bilancio di un anno di rappresentanza



Ciao a tutti,

l'arrivo dell'estate ha coinciso con la scadenza del nostro primo anno da rappresentanti. Alcuni di noi intanto hanno terminato gli studi e altri lo stanno per fare, ma per fortuna sono subentrati nuovi rappresentanti determinati a lavorare con impegno.

Ci sembra utile e doveroso rendere conto della nostra esperienza da rappresentanti durante l'anno appena trascorso, in cui abbiamo avuto modo di conoscere più a fondo il funzionamento degli organi e gli orizzonti programmatici della nostra facoltà.

Esponiamo qui di seguito i principi e gli obiettivi che hanno ispirato il nostro operato, nel tentativo di mettere i luce tanto i risultati concreti che abbiamo raggiunto quanto gli obiettivi verso cui ci sembra giusto che Sinistra Universitaria lavori e continui a lavorare anche dopo la fine del nostro mandato.



Un'Università più stimolante e vivibile durante tutto l'arco del giorno.

come rappresentanti crediamo che la componente studentesca, di gran lunga la più numerosa, sia spesso sottovalutata dall'Ateneo. Sono troppi gli studenti che intendono l'Università come un luogo in cui sostare temporaneamente per seguire corsi o sostenere esami. Per ovviare a questa situazione bisogna aiutare gli studenti ad esprimere al meglio le loro doti incentivandoli ad organizzare eventi culturali e usufruire nel modo più responsabile possibile degli spazi di socializzazione.

-Grazie ad una campagna portata avanti da Giacomo Bottos, rappresentante di filosofia, il Rettore ha finalmente acconsentito alla riapertura del chiostro di filosofia.

-Avendo sempre caldeggiato l'estensione degli orari della biblioteca SAFM, abbiamo salutato con soddisfazione la decisione della Direttrice di attingere al fondo a disposizione dei dipartimenti per impiegare in via straordinaria (fino ad ottobre) una nuova persona che permetterà l'apertura fino alle ore 18.45.

-Abbiamo chiesto, per ora senza successo, che nel locale di fronte alla biblioteca SAFM vengano allestite delle salette da 3-4 posti in cui gruppetti di studenti possano ripetere insieme a voce alta. La gestione di questi nuovi spazi potrebbe essere tranquillamente affidata al personale bibliotecario a cui spetterebbe la gestione delle prenotazioni (per 1 ora) dei nuovi spazi.

-Sosteniamo anche una campagna di diffusione e di esortazione del sistema di consultazione in open access degli articoli e dei saggi che i nostri professori e studiosi possono pubblicare in rete, in libera e gratuita consultazione.


Più partecipazione e creatività.

Posta l’introduzione, nei nuovi regolamenti didattici, di non pochi insegnamenti da 12 crediti, abbiamo spinto perché i crediti aggiuntivi vengono fatti acquisire agli studenti il più possibile mediante attività didattiche integrative: esposizioni in aula, seminari, stesura di articoli e simili lavori partecipati, evitando cioè la semplice assegnazione di qualche saggio in più da portare all’esame.

-Inoltre, dopo i lavori relativi al concorso Che cosa stiamo ricercando?, abbiamo finalmente pronto per la stampa il primo numero di un periodico composto di saggi, articoli e ricerche composti da studenti della nostra Facoltà. La distribuzione gratuita in Facoltà è prevista per l’inizio dei corsi del prossimo anno, tenendo conto dei tempi di pubblicazione. Il periodico ha un taglio interdisciplinare, abbracciando contributi provenienti da studenti di tutti i nostri corsi di laurea, e mira allo scopo di evidenziare la maturità e il rigore metodologico e scientifico che riusciamo a manifestare nei nostri lavori di tesi o di approfondimento, troppo spesso abbandonati o dimenticati durante o dopo l’esperienza universitaria.


Più libertà, omogeneità e opportunità nei nostri studi

-Abbiamo lottato in tutti i Consigli di Corso perché l’organizzazione dei nuovi regolamenti didattici non intaccasse eccessivamente l’organicità dei curricula e la libera facoltà di scelta da parte degli studenti. In molti casi, come a Lettere, Lingue, Filosofia e Storia, abbiamo sostenuto l’approvazione dei nuovi regolamenti perché siamo riusciti, sia pure parzialmente, a modificarne le prime bozze con nostre proposte, volte ad ampliare l’offerta formativa evitando disomogeneità o materie escluse dalle possibili scelte senza concrete ragioni.

-Nei casi, come a Scienze dei beni culturali, in cui le nostre proposte non sono state accettate e si è preferito proseguire su un’idea fortemente limitante la libertà degli studenti di organizzare anno per anno i propri studi, abbiamo manifestato le nostre forti perplessità esprimendo un voto contrario, certi però che si possa tornare, in futuro, su certe decisioni.

-Abbiamo inoltre esortato con insistenza perché, in seno al Corso di Lingue e letterature straniere, venisse affrontato l’annoso problema della frequenza delle prove scritte; dopo numerose sollecitazioni in tal senso, abbiamo finalmente ottenuto, con il consenso dei docenti, almeno un progetto di attivazione di due parziali scritti alla fine di ogni semestre, da svolgersi in orario di lezione e riservati ai frequentanti, la cui media andrà a comporre il voto dello scritto. Tali prove, che sostituiranno i parziali orali, saranno attivate a giudizio dei docenti di ciascuna lingua (ma confidiamo che molti andranno nella giusta direzione) e consentiranno un numero più alto di scritti effettivi annui.


Immatricolarsi e laurearsi con serietà.

Abbiamo avviato con decisione la nostra partecipazione al dibattito sulla prossima revisione del sistema di laurea triennale, chiarendo che nostro punto fermo è il ritorno all’istituto del correlatore, per garantire dignità e soprattutto effettiva lettura dei lavori, senza però andare a detrimento esagerato del numero dei componenti delle commissioni di laurea. Abbiamo poi manifestato una posizione moderata sulla questione, imposta dal Ministero, della valutazione delle competenze d’accesso degli studenti che si iscrivono al primo anno: trovando l’accordo pieno di molti professori, siamo convinti che, vista la sostanziale impossibilità di una reale e costruttiva verifica di tali conoscenze basilari in una facoltà ad accesso libero, sia utile appurare queste competenze all’interno delle attività didattiche già previste, senza ulteriori carichi per il corpo studente e docente.



Un'Università più europea.

Siamo convinti che una Facoltà che si vuole innovativa e stimolante non possa prescindere dall'inserire le proprie attività di didattica e di ricerca in un'ottica europea. Crediamo che permettere che uno studente si laurei senza padroneggiare almeno una lingua straniera possa essere gravemente penalizzante per il suo futuro lavorativo. Ci stiamo adoperando per rendere l'Erasmus un'esperienza accessibile a tutti, convinti della sua enorme importanza per la carriera accademica di uno studente.

Abbiamo chiesto, senza successo, l'introduzione di moduli, all'interno di corsi delle lauree specialistiche in lingua inglese. L'attuale requisito del PET (livello B1 del Consiglio d'Europa) ci sembra irrisorio di fronte alla crescente necessità dell'inglese sia in ambito di ricerca che in ambito lavorativo.

-Stiamo preparando una guida (dovrebbe essere pronta e distribuita entro settembre) con gli esami che sono stati convalidati agli studenti di lettere e filosofia che hanno fatto l'Erasmus. Grazie a questo lavoro, gli aspiranti Erasmus potranno scegliere la propria destinazione con maggior cognizione di causa rispetto agli esami da sostenere negli Atenei di destinazione.



Un'Università più ecologica.

Alcuni di noi hanno dato origine al progetto “Statale Sostenibile” (statalesostenibile.blogspot.com). Sull'esempio di numerosi atenei europei, crediamo che l'Università possa avere un ruolo importante nel fornire informazioni accurate e obiettive sui temi del risparmio energetico e del futuro dell'ambiente. Cercheremo in futuro di andare a fondo sul tema degli ingiustificati sprechi di carta, elettricità e riscaldamento in Università, il cui costo grava pesantemente sulle tasse che paghiamo.


-Abbiamo organizzato un ciclo di 3 incontri invitando i Prof. Maugeri, Alimonti, Treu, Torricelli e Croci a parlare rispettivamente di cambiamenti climatici, futuro dell'energia dopo l'esaurimento del petrolio e mobilità sostenibile a Milano. Vista la massiccia partecipazione degli studenti, il prossimo anno proseguiremo con altri incontri.



Un’idea nuova di rappresentanza.

Abbiamo consegnato agli organi in cui siamo stati eletti un’idea nuova della rappresentanza e un’immagine rinnovata della nostra componente studentesca. Siamo riusciti a moderare le uscite troppo spesso folcloristiche e pubblicitarie di una vecchia rappresentanza, ancor oggi vicina a Comunione e Liberazione, attraverso una presenza seria, competente e preparata nei Consigli di Corso e di Facoltà. Abbiamo stimolato una cultura leale della rappresentanza, senza prenderci meriti altrui e assumendoci la responsabilità delle nostre scelte, evitando di tappezzare la Facoltà di manifesti e comunicati contrari a quanto espresso civilmente nelle sedi istituzionali. Abbiamo onestamente denunciato ed apprezzato i limiti e le virtù della nostra Facoltà, e per questo siamo riusciti in un primo intento: creare intorno a noi un clima di stima e fiducia della componente docente, al fine di poter dialogare serenamente maturando i massimi risultati pur costituendo una minoranza negli organi di elezione. Segnando una chiara svolta rispetto ad anni di rappresentanza che hanno fornito alla società civile e al corpo docente un’immagine conservatrice e amorfa degli studenti umanisti, contiamo di intensificare quella che per noi è stata già una grande conquista: comunicare a tutti gli studenti, il più frequentemente possibile, i risultati e le tappe della nostra attività, auspicando anche che un’idea laica, democratica, ma soprattutto tecnica e umanistica, possa trovare nuove leve disposte a proseguire un così ambizioso progetto.