martedì 26 febbraio 2008
CCD di Lingue e letterature straniere del 13 febbraio 2008
Successivamente il c.c.d. ha approvato i nuovi regolamenti delle lauree triennale e magistrale, che verranno applicati a partire dagli iscritti al primo anno dell’a.a. 2008/2009. Poste le non numerose differenze rispetto ai regolamenti attualmente vigenti, i rappresentanti di Sinistra Universitaria hanno espresso voto favorevole. La presidente del consiglio didattico, professoressa Cometta, ha aggiunto che è stato raggiunto un accordo per attivare l’insegnamento di Lingua e Letteratura ungherese, a cui dovrebbe essere affiancato un corso di Lingua e Letteratura finnica.
Sono poi stati approvati i nuovi contratti e affidamenti esterni e conferiti gli insegnamenti dei professori aggregati, elencando il numero delle ore previste per ogni insegnamento.
Inoltre sono stati approvati anche i piani di studio degli studenti e le correlazioni delle tesi di laurea.
Infine è stata posta dalla rappresentante Giulia Lagomarzini una domanda relativa agli appelli orali di gennaio/febbraio, dovuta al malcontento di numerosi studenti. La professoressa Cometta ha risposto che si è trattato di un malinteso, in quanto il regolamento già attivo da anni prevede solo due appelli orali tra gennaio e febbraio, in quanto è presente anche un appello scritto a gennaio. Mettendo solo due appelli orali, un professore non fa altro che rispettare il regolamento vigente. Davanti alla nostra perplessità ci viene spiegato che alcuni docenti non erano al corrente di questo regolamento. Mah!
In ogni caso ci si riserva di migliorare il posizionamento degli appelli, questione spesso spinosa per via di sovrapposizioni problematiche, con la Commissione Gualandri nella stesura di un nuovo calendario.
Il professor Vescovi interviene parlando di problemi di appelli per chi deve laurearsi a marzo. Ci auguriamo che si possa raggiungere una soluzione creando un appello appositamente per i laureandi prima del 31 gennaio.
(a cura di Giulia Lagomarzini)
mercoledì 20 febbraio 2008
CCD di Filosofia del 18 Febbraio 2008
Riguardo a quest'ultima, la situazione è stata determinata dai troppi crediti destinati al Settore didattico di Storia della Filosofia in rapporto alle normative.
La soluzione di compromesso che si è raggiunta (a causa della diversa posizione dei docenti in materia) è che verrà sostanzialmente lasciato alla discrezione del singolo docente se inserire o meno manuali o altri testi di carattere istituzionale nel programma di esame.
Come rappresentanti, pensiamo che questa situazione non sia ottimale, e abbiamo auspicato che la discussione per trovare soluzioni alternative prosegua nei prossimi mesi (rimane da approvare il Manifesto degli Studi, il documento che concretamente definisce i percorsi di studio e le norme, come le conoscenze minime richieste per accedere al corso di laurea).
Per la valutazione globalmente positiva sulla riforma, che ha accolto anche alcune nostre osservazioni, e sopratutto ha mantenuto quel carattere di libertà di scelta che da sempre caratterizza Filosofia nei confronti di altre discipline, abbiamo ritenuto di esprimere un voto positivo.
Alcuni corsi modificheranno la denominazione: ad esempio Propedeutica filosofica diverrà Gnoseologia, al fine di non ingenerare la sensazione che essa debba essere sostenuta nei primi anni di corso.
Vi saranno inoltre indicazioni (che saranno specificate dal Manifesto degli Studi) di propedeuticità di alcuni corsi, che saranno consigliati per le matricole e saranno tarati per le loro possibilità. Rimarrà comunque possibile organizzare un percorso di studi autonomo.
Il numero di laboratori che dovranno essere complessivamente sostenuti scenderà da 4 a 3.
(a cura di Giacomo Bottos)
lunedì 18 febbraio 2008
Che cosa stiamo ricercando? Concorso studentesco di saggi e articoli.
“L’espressione «ricerca», in sé costitutiva del genere umano e di ogni individuo pensante, ha assunto col tempo uno strano slittamento semantico: se è vero che una parola conduce nella nostra mente un’immediata immagine figurativa di ciò cui essa rimanda nella realtà, alla parola «ricerca» il collegamento più immediato vuole oggi che ci balenino tra le idee sagome di matracci, alambicchi, provette, microscopi, camici bianchi. Il sapere umanistico sembra insomma, nell’immaginario collettivo, estraneo ai principi, agli sforzi, anche alle impossibilità che il mondo della ricerca quotidianamente affronta: difficile, insomma, la cognizione di un libro, di un testo, di un pensiero o di un’opera d’arte come oggetto di ricerca.”
Quali sono le cause di questo stato di cose?
Senza la pretesa dell’esaustività, richiamiamoci di nuovo a quell’immagine immediata che il senso comune associa alle parole. Se ci chiediamo chi sia il ricercatore scientifico abbiamo un’immagine molto precisa: un esperto, specializzato in un preciso ambito che lavora in un team di persone con un progetto comune.
Se invece chiedessimo, con uno sforzo di immaginazione, alla nostra mente di immaginare un ricercatore in campo umanistico, molto probabilmente si materializzerebbe davanti a noi un saggio solitario che spulcia voluminosi tomi in qualche oscura biblioteca.
Forse già in questa intuitiva antinomia abbiamo molto della soluzione del problema. Tanta parte della nostra tradizione ha posto l’accento sull’eccezionalità e sulla specificità individuale del cammino del letterato, del filosofo, dell’artista e sull’isolamento e l’incomprensione con il resto del mondo che ne deriva.
L’eburnea turris rimane un’alternativa ben presente nel mondo ideale di ogni umanista.
Noi crediamo tuttavia che, come ogni Aventino, sia una scelta inutile e controproducente. Un’immensa mole di idee, pensieri, pubblicazioni prodotte con impegno e intelligenza da studenti (ma anche ad altri livelli di ricerca universitaria) giace a impolverarsi in reali o metaforici magazzini. Solo il confronto, la pubblicità di questi risultati permetterebbe di separare il grano dal loglio e a impedire quell’eterno ritorno che sembra essere il destino immutabile in cui è inscritta la cultura umanistica. In questo imparare dalla scienza sarebbe senz’altro fruttuoso.
Se però la ricerca umanistica dovesse limitarsi a importare fini e metodi da altri Stati del sapere, a giocare su un terreno che non è il suo, con regole scritte da altri, sarebbe ovviamente destinata alla sconfitta.
Ci sono, al contrario, carte insostituibili che la tradizione letterario-filosofica può giocare. Ad esempio, potrebbe ricordare, con la memoria e l’attenzione alla parola che la caratterizza, il significato del nome “università”: totalità, interezza. Una totalità che riguardava, nella sua concezione originaria, le persone e le idee. Le persone, pur nella necessaria differenza di ruoli, erano infatti unite dal comune interesse per una disciplina e, più in generale per il sapere tutto. Le idee facevano invece riferimento a una concezione unitaria del sapere, di cui l’Università era la manifestazione visibile.
L’“università” in questo duplice senso è ciò che si è perso oggi.
L’enorme aumento degli studenti, le riforme universitarie modellate su necessità estranee alla nostra facoltà, l’analogia “commerciale” che si sta lentamente impadronendo del sistema dell’istruzione hanno lentamente disgregato quella “repubblica delle lettere” che forse in passato l’Università è stata.
Siamo tuttavia convinti che solo da un tentativo di inversione di questo processo gli studi umanistici possano recuperare vitalità. Per questo vorremmo realizzare una pubblicazione (già finanziata dall’Università) che raccolga contributi e studi frutto di ricerche degli studenti, nate nell’ambito del lavoro di tesi o sulla scorta dell’interesse personale. Abbiamo il desiderio e l’ambizione di raccogliere articoli che possano definirsi scientifici e che possano interessare anche docenti e ricercatori della nostra Università.
Gli articoli possono riguardare qualunque argomento, purché supportato da un precedente lavoro di approfondimento condotto con serietà. La redazione attribuirà agli studi selezionati un taglio unitario, in virtù di una concezione armonica del sapere umanistico, così come declinato nei settori d’interesse della Facoltà di Lettere e Filosofia: critico-letterario e linguistico-filologico classico e moderno, italiano e straniero, filosofico, storico, storico-artistico, teatrologico e dello spettacolo, musicologico, geografico, della comunicazione
Gli articoli non devono essere più lunghi di 5 (cinque) pagine di Word carattere Times New Roman
I testi devono essere inviati entro il 30 aprile 2008 all’indirizzo di posta su.letterefilosofia@gmail.com indicando nome, cognome e posizione accademica dell’autore (studente, laureato, dottorando ecc.)
Verranno selezionati circa 10 articoli. La pubblicazione che ne risulterà sarà stampata in 1000 copie, distribuita in Università e ampiamente pubblicizzata.
Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione all'interno dell’opera a stampa sopracitata senza aver nulla a pretendere come diritto d'autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.
Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo e potranno richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo a su.letterefilosofia@gmail.com.
domenica 17 febbraio 2008
CCD di Scienze umane per l'ambiente, il territorio e il paesaggio del 12 febbraio 2008
Nuovo regolamento didattico triennale. Il nuovo regolamento per il corso triennale, che entrerà in vigore dall’anno 2008/2009, non presenta grosse differenze rispetto al precedente. Le discipline che producono meno di 50 esami annui verranno spostate al solo biennio, il cui nuovo regolamento sarà attivo solo dall’anno 2009/2010, e presenterà particolare attenzione alle discipline di geologia, sociologia, statistica ed economia. Il triennio vede una riduzione da tre a due curricula, e un dimezzamento dei crediti per laboratori. Per il resto, l’impostazione sostanziale non subisce variazioni significative.
CCD di Scienze umanistiche per la comunicazione del 5 febbraio 2008
Se per il biennio il regolamento è passato all'unanimità, per il triennio il sottoscritto ha deciso di astenersi dalla votazione. Il motivo è presto detto: il nuovo regolamento prevede il corso di Lingua inglese da sei crediti obbligatorio per tutti più una seconda lingua da verificare.
Penso che obbligare lo studente a seguire un corso di lingua piuttosto che un altro sia una limitazione soprattutto per coloro che, conoscendo già bene l’inglese, vogliono imparare una nuova lingua. So benissimo quanto l’inglese sia importante, ma questo regolamento non solo toglie allo studente la libertà di scegliere in tutta autonomia quale lingua imparare, ma di fatto annulla anche le certificazioni ESOL che fino ad oggi potevano essere portate per dimostrare di conoscere già la lingua in questione.
Sarebbe stato molto più interessante rendere obbligatorio un corso di inglese avanzato, mentre partire dalle basi elementari per qualcuno potrebbe risultare solo una perdita di tempo.
a cura di Mirko Cetrangolo
martedì 5 febbraio 2008
CCD di Scienze storiche del 31 gennaio 2008
Il c.c.d. ha approvato il nuovo regolamento delle lauree in Storia sostanzialmente così come uscito dalla commissione Gualandri senza apportare rilevanti modifiche. Le modifiche riguardano le propedeuticità per due materie del corso di laurea “didattica della storia” e “storia delle donne e delle identità di genere”. Per entrambe le materie si è deciso (con il voto favorevole di tutte le rappresentanze studentesche e della quasi totalità dei professori) di ridurre da due ad uno gli esami propedeutici da sostenere per partecipare ai corsi. Lo studente potrà così partecipare a questi corsi avendo già sostenuto l’esame di storia contemporanea o l’esame di storia moderna o l’esame di storia medievale. Riguardo l’esame di “storia delle donne e delle identità di genere” alcuni membri della componente docente hanno sottolineato come in questa scelta vi fosse una sottovalutazione del ruolo della donna nel mondo antico (mancando le due materie di storia antica tra quelle propedeutiche) per cui il c.c.d. ha previsto una riflessione su questo tema in futuro.
Si sono infine ricordate alcune delle principali novità del nuovo regolamento, tra le quali: l’introduzione della nuova laurea specialistica a indirizzo archivistico; l’abolizione del laboratorio di scrittura italiana; la presenza all’interno dei curricula triennali di un esame libero da ben 12 crediti, per venire incontro alle esigenze di chi prevede di iscriversi alla SILSIS; l’attribuzione di 9 crediti per attività non consistenti in lezioni frontali (di cui 3 devono essere necessariamente destinati all’accertamento linguistico mentre i rimanenti 6 si suddividono in 2 laboratori da 3 crediti ciascuno).
Ahimè i laboratori! Problema questo rimasto serio per gli studenti non-frequentanti (ovviamente non solo di Storia) in quanto si è osservato che le linee ministeriali tutt’oggi prevedono l’obbligatorietà della frequenza per l’ottenimento dei crediti e che la facoltà non ha i fondi necessari per istituire laboratori on-line. Stando così i fatti non si intravedono soluzioni.
A cura di Alessandro Cicchello
CCD di Scienze dei beni culturali del 31 gennaio 2008
Il Regolamento delle laurea triennale ha dato vita ad un acceso dibattito riguardo lo “zoccolo” di esami che è stato posto come comune, obbligatorio e propedeutico. Tale “blocco disciplinare” prevede Letteratura italiana, Legislazione dei beni culturali, Storia contemporanea, Storia dell’arte moderna e Storia del teatro e dello spettacolo, oltre a una disciplina geografica e una antichistica. Particolarmente dibattuto è stato il vincolo – imposto agli studenti – di sostenere propedeuticamente insegnamenti come Storia contemporanea, Storia dell’arte moderna e Storia del teatro e dello spettacolo; discipline che, per quanto utilissime, non rappresentano propedeuticità rispetto alle altre materie di base dei curricula stessi.
Senza mettere in discussione la buona fede dei docenti e le difficoltà di lavoro della commissione che s’è occupata della redazione dei regolamenti, ho espresso un voto contrario rispetto al nuovo regolamento triennale di Scienze dei beni culturali. Tale posizione è dettata dal fatto che il vincolo – presente sia nel curriculum A (storico-artistico, archeologico e archivistico) che nel curriculum B (teatro, cinema e musica) – di sostenere il suddetto “blocco disciplinare” obbligatoriamente e interamente prima di tutti gli altri esami comporti un limite troppo gravoso ai fini del corretto svolgimento del percorso formativo, contingentando di fatto l’intero primo anno di corso. Se per propedeuticità s’intende la successione temporale e logica nella preparazione degli esami, la formula prevista per il regolamento non ha gli elementi per definirsi tale. Mi riferisco, in particolare, all’obbligatorietà propedeutica degli insegnamenti di Storia contemporanea, Storia dell’arte moderna e Storia del teatro e dello spettacolo; discipline che, per quanto utilissime, non rappresenterebbero vere propedeuticità rispetto alle altre materie di base dei curricula stessi, tra cui Storia medievale e moderna, Storia dell’arte medievale e altre, cronologicamente e logicamente non richiedenti particolari propedeuticità. Ciò risulta particolarmente evidente per il curriculum A, dove per sostenere esami di Storia dell’arte medievale o Archeologia e storia dell’arte greca, per esempio, sarà considerato “propedeutico” – e quindi obbligatorio – sostenere l’esame di Storia contemporanea.
Le motivazioni del Presidente sono state:
-la possibilità dello studente di compiere una scelta tra i curricula, a suo dire, più cosciente.
-la possibilità di gestire con maggiore efficienza i piani di studio.
Altra perplessità avanzata è stata l’assenza, nel gruppo degli esami obbligatori, di discipline dell’ambito disciplinare di Archeologia, Archivistica e Musica.
Tali soluzioni non possono trovare l’approvazione mia e degli studenti che rappresento in quanto andrebbero a ledere il diritto di seguire con serietà e autonomia la strada del giusto apprendimento. Nonostante sia importante tutelare gli studenti che commettono un errore nella scelta del loro percorso di studi (facilitando, cioè, la loro possibilità di cambiare curriculum in corsa), ciò non deve prevalere sul dovere da parte dell’università di garantire un corso di laurea omogeneo e serio a coloro che lo scelgono con criterio e consapevolezza.
Comprendo la necessità di semplificazione e di riduzione delle peculiarità proprie dei singoli curricula, ma un’operazione di questo tipo porterebbe a perdere quell’omogeneità e quella coerenza logica e cronologica dalla quale un corso di laurea della facoltà di Lettere e Filosofia non può prescindere.
A cura di Davide Rota
sabato 2 febbraio 2008
Obiettivo Studenti… demolisce i regolamenti… in C.C.D. vota a favore… e poi torna a demolirli!
Cronache di politichetta dal Consiglio di Coordinamento Didattico di Lettere. Ordine del giorno: voto finale sui nuovi regolamenti didattici (http://su-letterefilosofia.blogspot.com/2008/02/ccd-di-lettere-del-30-gennaio-2008.html).
I rappresentanti di Sinistra Universitaria, per voce di Giuseppe Alonzo, che ha seguito nei mesi scorsi la revisione dei regolamenti di Lettere, intervengono mettendo in rilievo luci e ombre, proposte accolte e respinte.
Si avvia così il dibattito, ma… immancabilmente chiedono la parola i rappresentanti di Comunione e Liberazione… alias Obiettivo Studenti, minoranza in C.C.D. dopo la sconfitta alle elezioni del maggio scorso. Visibilmente impreparati e raffazzonati sull’argomento, accusano il C.C.D. di essersi riunito troppo poco. Peccato che la sede del dibattito sulla riforma dei regolamenti fosse un altro, cioè una commissione del Consiglio di Facoltà, in cui pure CL è rappresentata.
Guarda caso, i motivi di dissenso espressi da Obiettivo Studenti sono identici a quelli appena elencati dai rappresentanti di SU nel loro discorso. Tali e quali, sembrava un rewind. Per un attimo ci siamo sentiti venerati e ripetuti come le encicliche o le lettere di Ratzinger… Non pochi docenti, compreso il presidente del C.C.D., ribattono alle inesattezze pronunciate da CL, tentando di spiegar loro che Linguistica generale non è un corso specialistico o che saranno sempre presenti insegnamenti specifici per i bienni. Più che un C.C.D., sembrava un centro per ripetizioni gratuite.
Niente. Il dissenso è convinto: sano e tenace clericalismo! Tutto sembra scritto: lamentele sul C.C.D., attacco al presidente, demolizione completa del lavoro di mesi. Il voto di Obiettivo Studenti sarà certamente contrario. E invece, sorpresa! Questo popolo delle letterarie libertà, questi impavidi alfieri della comunità studentesca, dopo aver detto peste e corna dei nuovi regolamenti, votano a favore!!!
E in questi giorni, dopo averci convinti via mail che per merito loro le biblioteche di mezzo mondo prolungano gli orari (pare che abbiano ottenuto un’integrazione di personale alla British Libary), ecco l’ultimo colpo di genio: appendono manifesti che proseguono nella demolizione dei regolamenti. Cioè, non un attento e competente panorama di luci e ombre, ma uno sventramento totale! Viva la coerenza, viva l’uso responsabile del voto in Consiglio!
Ma il C.C.D. e i rappresentanti di SU sono pazienti. Vanno avanti e sopportano questa minoranza chiassosa e populistica. Ma sì, sopportiamola con cristianissmia rassegnazione questa Lista Aperta Obiettivo Studenti. Lista aperta e libera, è chiaro, di dire “A” per votare “B”. E, il giorno dopo, di propagandare “C”!
CCD di Lettere del 30 gennaio 2008
IL NUOVO TRIENNIO DI LETTERE
LUCI
- solo 17 esami più i crediti liberi
- due soli curricula, antico e moderno: base più solida senza eccessivi vincoli
- più autonomia dal biennio, per un titolo di studio più dignitoso e indipendente
- requisiti per la SILSIS importanti ma non vincolanti: né un corso “liceale” né una anticamera per l’insegnamento
- esami di base da 12 CFU: ampia base e prospettive di approfondimento
- laboratorio di scrittura non più obbligatorio e laboratori senza obblighi di frequenza
OMBRE
- esclusione di Filologia italiana, Filologia umanistica e Letterature comparate, che diventano solo biennali
- un solo esame di Letteratura italiana per classicisti e poche letterature straniere
- nessuna disciplina critico-teorica per classicisti
I NUOVI BIENNI DI LETTERE MODERNE E SCIENZE DELL’ANTICHITÀ
LUCI
- solo 10 esami più i crediti liberi
- quattro curricula per moderne e due per antiche
- solida preparazione di base sulle discipline specialistiche caratterizzanti il corso
- ampi campi di scelta coerenti e liberi, senza troppi vincoli per la SILSIS o percorsi obbligati
- autonomia dal triennio: 120 crediti indipendenti dai precedenti 180 e finalmente più specialistici
- grecistica e più comparatistica per modernisti
- più bibliografia e biblioteconomia
- molta attenzione alle lingue straniere per modernisti
OMBRE
- nessun insegnamento di letteratura o storia per classicisti che vada oltre il medioevo (niente Letteratura o Linguistica italiana, né Storia moderna o contemporanea)
- nessuna letteratura straniera per classicisti
Perché i rappresentanti di Sinistra Universitaria hanno votato a favore dei regolamenti:
- perché la riduzione degli esami è un aspetto positivo generalizzato
- perché le “luci” sono prevalenti sugli aspetti meno convincenti
- perché c’è una buona sintesi tra autonomia e complementarietà di triennio e biennio
- perché non ci sono eccessivi vincoli né da post-liceo né da pre-SILSIS
- perché alcune nostre proposte, in questi mesi sono state accolte: grecistica per modernisti, Letterature comparate più visibile e obbligatoria per molti biennalisti, aggiunte e correzioni sulle letterature straniere e su altre materie affini e integrative
- perché siamo fiduciosi che i nuovi corsi di base da 12 crediti siano un’opportunità di più solido approfondimento
I lavori non sono finiti. Un giudizio più ponderato arriverà quando sapremo come verrà concretamente organizzata la didattica degli insegnamenti inseriti nei nuovi regolamenti. Per il momento, pur con alcuni spunti critici, abbiamo espresso soddisfazione e collaborazione.
(a cura di Giuseppe Alonzo)
venerdì 30 novembre 2007
Una questione di apertura
Oppure, sempre sul tardi, se si ha la fortuna di trovarsi da soli nel chiostro di storia, si può scordare di essere nel centro della più caotica metropoli italiana e ascoltare il silenzio. E si può immaginare, sentire per un attimo di essere in un luogo che generazioni di studenti hanno calpestato, dove hanno studiato, discusso, vissuto. E si può avere la fuggevole sensazione –forse l’illusione- di essere qui non solo per una vana raccolta di crediti-punti, ma di fare la propria piccola parte in quel qualcosa di più grande di noi che chiamiamo cultura…
Abbiamo la fortuna di poter studiare in uno dei luoghi più belli di Milano.Colpisce, in tempi come i nostri, la lungimiranza delle autorità che nel primo dopoguerra scelsero di destinare allo studio e alla ricerca “un edificio di alto decoro storico e formale, che ne sarebbe rimasto il simbolo per tutti gli anni a venire” (come recita la sezione storica del sito Unimi.it).
Non possiamo, nostro malgrado, dire che altrettanta lungimiranza presieda alle attuali scelte politiche e amministrative in materia di istruzione. Senza cadere nella retorica, è palese che si va affermando un modello universitario improntato ad una mal compresa idea di efficienza. Efficienza che viene interpretata in senso solo quantitativo: più studenti, più esami, più laureati. Nonostante l’ottimo livello dell’insegnamento, c’è un totale disinteresse verso l’esperienza extradidattica dello studente. Rientrano in questo ambito problemi quali gli alloggi, le aule studio, i servizi. Ciò che si trascura è che solo se uno studente ha gli strumenti per vivere bene -nel senso più ampio del termine- potrà essere eccellente. Anche in termini di numero di esami…Lo stesso concetto di campus di matrice anglosassone –matrice alla quale solo apparentemente si ispira l’Università italiana- è quello di un luogo in cui lo studente si trova costantemente immerso in ciò che sta studiando e viene sollevato da qualsiasi preoccupazione estranea a quelle culturali.
Come spesso accade, è nei dettagli a prima vista trascurabili, che si possono identificare tendenze generali. Un esempio. Ben pochi studenti sanno quanti chiostri ci sono in Via Festa del Perdono. Ebbene, la risposta giusta è sette.
Di questi quanti son aperti? Due.
E’ sempre stato così? No. Negli ultimi anni è stata consapevolmente perseguita una strategia che ha portato a chiudere uno ad uno i chiostri con pretesti di restauro e pulizia. In realtà il Cortile Farmacia è in “ristrutturazione” da circa 5 anni (i lavori non sono mai iniziati).
L’ultimo capitolo di questa vicenda lo abbiamo sotto gli occhi, quando passiamo davanti alla biblioteca di Filosofia. Il restauro del Cortile Ghiacciaia è concluso da diversi mesi ormai e non vi è la volontà di riaprirlo.
I chiostri sono l’agone dove, emblematicamente, si scatena lo scontro tra due opposte concezioni di università. Secondo la prima stare nei chiostri è una perdita di tempo e un costo, che toglie tempo allo studio e pone oneri di sicurezza e di pulizia (comunque irrisori rispetto al Bilancio d’Ateneo).
Secondo la seconda i chiostri sono un luogo (gratuito) dove dibattere, rilassarsi, pensare e una bellezza non da contemplare ma da vivere.
Quale punto di vista scegliere? E’ una questione di apertura…
(a cura di Giacomo Bottos)
domenica 18 novembre 2007
C.d.F. di Lettere e Filosofia del 15 novembre 2007
Viene osservato un minuto di silenzio in memoria del prof. Giovanni Orlandi, ordinario di Letteratura latina medievale, scomparso pochi giorni fa.
1) Comunicazioni: il Ministero ha finalmente fornito i dati definitivi riguardo i requisiti minimi di attivazione dei corsi di laurea. Il nucleo per la valutazione della didattica ha elaborato un nuovo modello di questionario, attualmente in visione per il CdF. Vengono comunicate le date dei prossimi consigli di Facoltà.
2) Vengono approvati all’unanimità in nuovi affidamenti e contratti per l’anno corrente, e le nuove proposte in merito.
3) Viene approvata la mozione della conferenza nazionale dei presidi in materia di formazione degli insegnanti, per scongiurare l’ipotesi di futuri docenti non aventi conseguito la laurea magistrale.
4) I prof. Bonomi e Negri presentano al CdF le figure di Gianni Berengo Gardin, grande fotografo, e Massimo Vitta Zelman, collaboratore di Electa e fondatore di Skira, proponendone il conferimento della laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte. Le proposte vengono approvate, ma con il voto contrario di due docenti.
5) Vengono approvate all’unanimità le collaborazioni e le domande di studenti, specie in merito al riconoscimento dei crediti maturati all’estero.
L’assemblea è chiusa alle ore 10.30.
lunedì 5 novembre 2007
CCD di Lingue e letterature straniere dell'8 ottobre 2007
Il presidente, prof.ssa Marina Cometta, ha ribadito l’invito rivolto ai professori dal preside di Facoltà ad attenersi ai 9 Cfu previsti per l’elaborato finale del Corso di laurea triennale; ovvero a non più di 4/5 ore di lavoro giornaliero per il periodo di due mesi, oppure di un mese per 8 ore di lavoro giornaliero, per la composizione di un elaborato che in media rispetta le 30 cartelle di lunghezza, e non supera le 60. I professori sono inoltre tenuti a firmare la domanda di laurea, che va presentata con due mesi di anticipo, anche se l’elaborato non è ancora finito.
Il richiamo al rispetto dei Cfu previsti è stato rinnovato anche in merito ai programmi d’esame.
Il Consiglio di coordinamento didattico ha inseguito approvato i nuovi ordinamenti didattici che entreranno in vigore dal 2008.
Il Corso di laurea resta a numero aperto, e con corsi di base per la prima annualità delle Lingue.
Il regolamento per il Corso di laurea triennale, secondo le nuove disposizioni previste, è progettato come segue:
Discipline caratterizzanti:
Lingua A (I; II; III) 9+9+9 Cfu
Lingua B (I; II ; III) 9+9+9 Cfu
Letteratura relativa alla Lingua A (I; II; III) 9+9+9 Cfu
Letteratura relativa alla Lingua B (I; II; III) 9+9+9 Cfu
1 esame dell’area linguistica o letteraria della lingua A o B, a scelta tra quelli attivati, da 6 Cfu
Discipline di base obbligatorie:
Letteratura Italiana 9 Cfu
Glottologia 9 Cfu
Storia (medievale, moderna o contemporanea) 6 Cfu
Geografia 6 Cfu
12 Cfu a scelta libera dello studente, ripartibili in 2 esami, oppure aumentando i Cfu di esami che ne prevedono solo 6.
1 esame relativo alla Filologia afferente ad una delle due aree linguistiche studiate 9 Cfu
Competenze informatiche 3 Cfu
Laboratorio di scrittura italiana 3 Cfu
Prova finale 9 Cfu
Il regolamento per il Corso di laurea magistrale, secondo le nuove disposizioni previste, è progettato come segue:
Lo studente potrà scegliere tra l’approfondimento di due lingue oppure di un’unica lingua. Nel primo caso destinerà 27 crediti all’area linguistica in cui sosterrà la tesi di laurea (lingua A) e 21 alla seconda (lingua B); in entrambe le aree dovrà acquisire 9 Cfu nel relativo esame di lingua destinando i rimanenti a esami di carattere o prevalentemente letterario o prevalentemente linguistico a seconda della specializzazione scelta; nel secondo caso destinerà tutti i crediti all’approfondimento di un’unica area linguistico-letteraria; anche in questo caso almeno 9 Cfu dovranno essere acquisiti nell’esame di lingua.
La scelta della o delle lingue deve fare riferimento ai due ambiti linguistici nei quali lo studente possiede i requisiti minimi per l’accesso alla laurea magistrale in Lingue e letterature europee ed extraeuropee.
A seconda dell’impostazione che lo studente vorrà dare al suo piano di studi (volto ad approfondire rispettivamente gli aspetti linguistico-filologici, letterari o traduttologici della/e lingua/e e/o letteratura/e di laurea) i rimanenti 39 Cfu (equivalenti a 3 esami da 9 e 2 da 6 Cfu opzione monolingue) o 30 Cfu (opzione bilingue, di cui 18 - equivalenti a 2 esami da 9 - per l’ambito della lingua A e 12 -equivalenti a 2 esami da 6 - per l’ambito della lingua B) andranno acquisiti in esami scelti tra le discipline facenti capo alla lingua o alle due lingue studiate.
In base a quanto sopra citato il numero di Cfu per gli esami che seguono dipendono dalla scelta dello studente:
Letteratura della Lingua A o B 6 / 9 Cfu
Letteratura Italiana 6/ 9 Cfu
1 esame dell’area letteraria della lingua A o B, a scelta tra quelli attivati, da 6 / 9Cfu
1 esame dell’area linguistica della lingua A o B, a scelta tra quelli attivati, da 6 / 9Cfu
1 esame nell’ambito delle metodologie linguistiche, filologiche, comparatistiche e della traduzione letteraria, a scelta tra quelli attivati, 6 / 9Cfu
esame dell’area filologica della lingua A o B, a scelta tra quelli attivati, da 6 / 9Cfu
1 esame relativo alle discipline linguistico-letterarie, artistiche, storiche, demoetnoantropologiche e filosofiche, a scelta tra quelli attivati, 6 / 9 Cfu
12 Cfu nell’ambito delle attività affini o integrative relative a settori non contemplati negli elenchi di cui sopra
9 Cfu a scelta libera dello studente
3 Cfu per attività di Laboratorio
Tesi Finale 30 Cfu
E’ stato inoltre specificato che gli studenti provenienti dalla Classe 13 della Laurea triennale verranno ammessi senza debiti formativi al nuovo ordinamento del corso magistrale; mentre gli studenti della Classe 11 (Mediazione Linguistica) devono aver sostenuto almeno le due prime annualità di ogni Lingua scelta e aver acquisito 90 Cfu nelle discipline del Corso di Laurea di Lingue.
A cura di Eleonora Pisaniello
giovedì 18 ottobre 2007
Nuovi ordinamenti didattici: parere dei rappresentanti di SU
Gli ordinamenti didattici sono documenti piuttosto tecnici, e comprendono:
1) declaratorie su istituzione, durata, obiettivi del Corso di Laurea
2) tabella con tutte le discipline collegate al Corso, divise tra base, caratterizzanti, affini
3) elenco delle discipline i cui CFU sono validi come requisiti d'accesso ai bienni
I nuovi ordinamenti permettono una maggiore autonomia dei bienni, ci auguriamo in senso finalmente specialistico, un sistema di requisiti più regolato per l'accesso alle lauree magistrali e, in prospettiva, una riduzione dei curricula triennali nell'ottica di una preparazione più uniforme e solida.
Con i nuovi ordinamenti, per accedere ai bienni da un triennio di altro indirizzo o classe di laurea, non bisognerà più colmare debiti nel corso della laurea magistrale; dovranno invece essere stati acquisiti, durante il triennio, almeno 60 CFU tra le discipline elencate nell'ordinamento come valide per requisito d'accesso.
L'effettiva organizzazione dei Corsi di Laurea (curricula, esami, propedeuticità, ecc.) è invece compresa nei regolamenti didattici, la cui riforma è ancora in discussione e verrà approvata a inizio 2008.
In C.d.F. Sinistra universitaria ha votato i nuovi ordinamenti in questo modo:
1) voto favorevole per tutti i nuovi ordinamenti triennali e biennali di Lettere, Filosofia, Lingue, Storia, Scienze umanistiche per la comunicazione, Mediazione linguistica e culturale, e per gli ordinamenti biennali di Scienze dello spettacolo e Storia e critica dell'arte. Abbiamo appoggiato l'attivazione di due nuovi bienni - ancora da approvare in Senato Accademico - in Archivistica e biblioteconomia e Teorie e metodi della comunicazione (biennio specifico per Scienze della comunicazione).
2) voto di astensione per l'ordinamento triennale di Scienze dei beni culturali, perché si migliorino alcuni aspetti del regolamento didattico, ancora in discussione, ma per il momento, a nostro avviso, ben poco convincenti.
3) voto di astensione per gli ordinamenti nei cui Consigli di Corso di Laurea non c'è una rappresentanza studentesca, cioè Scienze umane per l'ambiente e Culture e linguaggi per la comunicazione, non dunque in dissenso, ma anzi confermando le impressioni positive complessive.
Con questi ordinamenti, il C.d.F. ha impostato buone linee guida in vista del lavoro più concreto sui regolamenti. Nel seguito delle discussioni faremo di tutto perché i nuovi Corsi di Laurea risultino più vicini alle esigenze di solidi fondamenti e libero approfondimento da sempre avanzate dalla comunità studentesca.
C.d.F. di Lettere e Filosofia del 18 ottobre 2007
Il preside, prof. Elio Franzini, apre il Consiglio con un commento relativo alla rissa avvenuta nell’atrio dell’Ateneo in data 9 ottobre tra gli esponenti di Azione Universitaria e l’ASSO. Sia da parte del prof. Franzini che del Rettore sono giunte parole di condanna per questa azione violenta, nella speranza che si tratti semplicemente di un caso isolato.
Gli ordini del giorno sono stati i seguenti:
1. Approvazione del verbale della seduta precedente: approvato all’unanimità;
2. Comunicazioni varie;
3. Affidamenti e contratti: conferimenti e nuove proposte (a. a. 2007-2008). Vengono confermati e votati all’unanimità i nuovi contratti e i nuovi conferimenti relativi all’anno accademico 2007-2008;
4. Approvazione delle commissioni per gli esami di profitto (a. a. 2007-2008): Approvato all’unanimità;
5. Attribuzione di compiti aggiuntivi a collaboratori ed esperti linguistici: i fondi per coprire i costi relativi ai compiti aggiuntivi dei Collaboratori ed Esperti Linguistici (CEL) proverranno interamente dai Fondi di Potenziamento della Didattica. Approvato all’unanimità;
6. Approvazione progetti di cooperazione interuniversitaria internazionale: è stato siglato un accordo tra il Prof. Broggi e l’Università di Leopoli (Ucraina) relativo allo scambio di docenti tra i due Atenei. Il costo di tale accordo verrà coperto dai Fondi di Potenziamento della Didattica. Approvato all’unanimità;
7. Richieste di Visiting professors: le richieste relative ai Visiting professors ammontano a 7.200,00 €, costi che verranno coperti per il 50% dai fondi dell’Ateneo e per il restante 50% dai Fondi di Potenziamento della Didattica (in quanto le facoltà devono cofinanziare una parte di queste attività). Approvato all’unanimità;
8. Approvazione dei nuovi ordinamenti didattici dei corsi di laurea triennale e magistrale: la commissione didattica del CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) svoltasi in data 17 ottobre non ha definito ancora i requisiti minimi relativi ai corsi. Per quanto riguarda le iscrizioni ai corsi è da notare un incremento del 25% degli iscritti ai corsi di Lettere e di Filosofia, in contrapposizione alla diminuzione degli iscritti a Beni Culturali (-25%), le quali iscrizioni a partire dal prossimo anno accademico non saranno più a numero chiuso. Le votazioni relative agli ordinamenti didattici sono precedute da un intervento del rappresentante di SU Giuseppe Alonzo, che dichiara la volontà da parte dei rappresentanti di Sinistra Universitaria di astenersi dal voto relativo agli ordinamenti didattici del triennio di Scienze dei Beni Culturali, per dissenso relativo alle bozze di regolamento, Scienze Umane per l’Ambiente e Storia e culture del sistema editoriale (Cultura e linguaggi), per assenza di rappresentanza nei relativi CCD. Gli ordinamenti dei nuovi corsi magistrali in Archivistica, Teorie e metodi della comunicazione e Scienze cognitive sono stati approvati, con il voto favorevole di Sinistra universitaria, insieme al resto degli ordinamenti.
9. Nulla osta per incarichi esterni: Approvati all’unanimità.
10. Approvazione di convenzioni: le collaborazioni scientifiche sono state approvate all’unanimità.
11. Domande di laurea di studenti Erasmus: Approvate all’unanimità.
12. Varie ed eventuali: Approvate all’unanimità.
La seduta è tolta alle ore 10.30 circa.
a cura di Andrea Piroddi
martedì 9 ottobre 2007
CCD di Filosofia del 9 Ottobre 2007
Il presidente, prof. Guido Canziani, apre il Consiglio avvisando che è uscita la Guida al corso di Laurea in Filosofia, disponibile presso la CUEM.
Si passa poi al punto principale all’Ordine del Giorno: l’approvazione del nuovo ordinamento didattico e la discussione relativa al nuovo regolamento.
Il presidente ripercorre brevemente il percorso che ha portato a quest’approvazione. Essa rientra nel più ampio progetto dei riassetto complessivo dei piani di studio in seno alla Facoltà, delegato alla sottocommissione didattica Gualandri.
Il regolamento didattico, che scaturirà dall’ordinamento verrà approvato a febbraio, ma dovrà essere sostanzialmente terminato entro Dicembre per l’approvazione della Commissione didattica di Facoltà.
Nel caso di filosofia il nuovo ordinamento è improntato a una notevole continuità con il precedente, rispetto ad altri corsi di Laurea. I principali cambiamenti riguardano la soppressione dei curricula, l’abolizione degli esami istituzionali (che verranno comunque sostituiti da altre forme, ancora in discussione). Questo ultimo punto è dovuto all’impossibilità per le nuove normative, di avere esami da 3 CFU.
Per quanto riguarda invece l’impostazione generale del corso, anche per una scelta formativa verrà garantita l’ampia libertà di scelta ora esistente e la possibilità per gli studenti di disegnare percorsi personali. In quest’ottica si mantiene la possibilità di accedere a tutti i corsi della triennale anche durante la specialistica.
D’altra parte si presenta la necessità di un supporto allo studente che attraversa fasi di spaesamento all’inizio della triennale e della specialistica. Questo problema è stato inizialmente affrontato con l’identificazione di colui che deve approvare il piano di studio col relatore di tesi e con l’istituzione di una commissione orientamento. Tuttavia questo rischia di non essere sufficiente.
Il Presidente propone dunque di istituire corsi dedicati per il I anno della triennale.
Inizia quindi la discussione. La prof.ssa Franchella, in quanto parte della Commissione orientamento ha avuto modo di constatare come spesso gli studenti vengano indotti in confusione dai nomi dei corsi che sembrano suggerire una propedeuticità o un livello più avanzato rispetto ad altri. Chiede dunque il cambiamento dei nomi di alcuni corsi e invoca l’opinione degli studenti sull’argomento.
I rappresentanti di Sinistra Universitaria confermano questa sensazione e propongono una chiara indicazione delle propedeuticità nei materiali forniti alle matricole tramite appositi segni grafici. Inoltre si dichiarano favorevoli alla designazione di alcuni corsi fortemente consigliati (ma non vincolanti) per le matricole, anche in vista di una razionalizzazione degli orari che eviti il più possibile le sovrapposizioni. Infine richiamano l’attenzione sull’ineguale distribuzione dei corsi tra I e II semestre, soprattutto per chi frequenta il II o il III anno (molti corsi generalmente frequentati da matricole si svolgono il I semestre).
Il rappresentante di Alternativa Rossa domanda se sia prevista, nel corso della laurea magistrale, la possibilità di un’effettiva specializzazione.
Il prof. Ballo spiega che nella nuova laurea magistrale ci sarà maggiore possibilità di specializzazione, in quanto i crediti non saranno cumulati con la triennale, ma il conteggio sarà azzerato (non sarà dunque necessario sostenere gli esami evitati durante la triennale).
La discussione che segue (a cui prendono parte i professori Ballo, Spinicci, Calabi, Mormino, Parodi e D’Alessandro) vede un sostanziale accordo sulle proposte degli studenti e verte sui seguenti punti:
1. Necessità di istituire corsi fortemente consigliati per matricole
2. Rimodulazione degli orari per evitare sovrapposizioni
3. Necessità di una maggiore disponibilità da parte dei professori sugli orari dei corsi
4. Organizzazione di incontri tra professori per informarsi a vicenda sugli argomenti dei corsi e, in base a questi, stabilirne le relative propedeuticità (che andranno indicate in un terzo documento, il Manifesto degli Studi, che viene compilato di anno in anno)
5. Atteggiamento critico contro l’orientamento generale dell’Università, che tende a “scolarizzarsi” sempre di più, con percorsi rigidi e limitazione dell’autonomia dello studente. Nell’ambito del Consiglio di Filosofia è condivisa –per ragioni culturali e formative- la tendenza ad opporsi a questo orientamento dominante.
Il consiglio approva infine gli ordinamenti didattici.
La seduta è tolta alle ore 11.30 circa.
9 ottobre 2007
a cura di Giacomo Bottos
domenica 7 ottobre 2007
CCD di Scienze umanistiche per la comunicazione del 27 settembre 2007
Riassumo i temi trattati che più interessano noi studenti:
1. Il Presidente, Prof.ssa Bonomi, comunica che i test di ammissione per il corso di laurea si sono svolti in modo corretto, senza alcun problema. Gli iscritti al primo anno di corso saranno quest’anno 253: 250 regolarmente immatricolati in seguito al superamento del test di ammissione e 3 studenti immatricolati in seguito a dei disguidi della segreteria.
2. La Prof.ssa Bonomi comunica la proposta di attivare un nuovo corso di laurea magistrale relativo a Scienze Umanistiche per la Comunicazione. Il nome del corso sarà “Teorie e metodi della comunicazione” e avrà il compito di formare studenti specializzati nel campo della comunicazione, in special modo nel campo dell’immagine. La proposta dovrà essere vagliata e confermata dal Senato Accademico, che pare abbia espresso dei dubbi sulla volontà di attivare un nuovo corso di laurea magistrale viste le scarse finanze di cui la nostra università dispone.
3. E’ già certo invece che il corso di laurea magistrale in “Culture e linguaggi per la comunicazione”, a partire dall’anno accademico 2008/2009, avrà un orientamento maggiormente incentrato sul tema dell’editoria.
4. S’è proceduto all’approvazione dei nuovi ordinamenti del Corso di laurea triennale in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e della laurea in Teorie e Metodi della comunicazione.
Le maggiori novità inerenti al corso di laurea triennale riguardano:
1. i curricula rimangono tre, ma cambiano leggermente orientamento. Il curriculum A è ora definito “filosofico-linguistico”; il curriculum B “storico-sociale” e il curriculum C “teatrale e dello spettacolo”.
2. le materie obbligatorie a tutti gli studenti di tutti i curriculum salgono di numero. Oltre ai corsi del primo anno (comuni a tutti e obbligatori) si aggiungono: Storia del teatro e dello spettacolo, Comunicazione letteraria nell’italia novecentesca e Lingua inglese.
3. nessun insegnamento ufficiale potrà dar luogo all’acquisizione di meno di 6 crediti.
Non è ancora chiara la questione riguardante le conoscenze linguistiche. Sull’ordinamento didattico viene indicato che “nel percorso formativo sono presenti due lingue dell’Unione Europea: l’inglese con un esame, una seconda lingua dell’Unione Europea come accertamento”. Nel regolamento didattico invece si parla genericamente di “accertamento della buona conoscenza di una seconda lingua dell’Unione Europea, oltre alla prima la cui conoscenza è accertata tramite esame”. Se veramente il corso di “Lingua inglese” sarà obbligatorio per tutti allora coloro che hanno conseguito certificazioni linguistiche nella suddetta lingua si troveranno in mano un pezzo di carta inutile, nemmeno valido per ottenere tre miseri CFU riguardanti le conoscenze linguistiche. Io (Andrea Piroddi) e Mirko Cetrangolo abbiamo espresso tempo fa delle perplessità riguardo questo problema, ma purtroppo le nostre proposte non sono state accolte.
Il Consiglio approva le domande di laurea triennali e le proposte di correlazione per le lauree magistrali.
E’ stata posta all’attenzione del presidente l’urgente questione delle elezioni dei rappresentanti degli studenti del corso di laurea nel CCD di riferimento (alle elezioni di maggio non si poté votare per il CCD a causa di un errore di stampa dei moduli di voto). La Prof.ssa Bonomi ci ha assicurato che le elezioni si terranno nella seconda metà di ottobre; purtroppo la data esatta è da stabilire ancora con certezza.
Vi invito a contattarmi per approfondire o chiarire i temi trattati.
A cura di Andrea Piroddi
sabato 6 ottobre 2007
CCD di Scienze dei beni culturali del 27 settembre 2007
Riassumo i temi trattati che più interessano noi studenti:
- Il Presidente, Prof. Bosisio, comunica che ha proposto l’eliminazione per il prossimo anno accademico del numero programmato per il Corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali;
- S’è proceduto all’approvazione dei nuovi ordinamenti del Corso di laurea triennale in Scienze dei beni culturali, delle lauree magistrali in Archeologia, Beni archivistici e librari, Scienze dello Spettacolo e Storia e critica dell’arte;
Il Presidente riepiloga le innovazioni introdotte dai nuovi ordinamenti elaborati dal Consiglio negli scorsi mesi, e cioè:
- riduzione dei curricula da 5 a 2
- individuazione di un blocco di materie comuni a tutti i curricula
- criteri di propedeuticità per favorire la scelta agli studenti
- riduzione del numero degli esami da sostenere a massimo 20 per il triennio
- unificazione dei criteri di ammissione alla Laurea magistrale e per cambiamento di percorso, di Facoltà o di Ateneo.
A riguardo ho espresso, direttamente e attraverso i miei colleghi in commissione didattica e “Gualandri”, perplessità soprattutto in merito all’introduzione di propedeuticità – a mio parere illogica e arbitraria – previste per il CdL triennale in Scienze dei Beni Culturali, e ancora in fase di discussione.
S’è discusso sulle proposte di modifica della prova finale del triennio:
1) Reintroduzione del correlatore;
2) Riduzione a tre dei membri della commissione di laurea;
Alcuni docenti consigliano una riduzione meno drastica.
3) Abolizione della proclamazione studente per studente, e istituzione diuna proclamazione unica a fine sessione, in aula magna, di tutti i laureati.
SU non è convinta dell’utilità di una proclamazione posticipata in quanto, di fatto, si ritarderebbe la proclamazione e quindi la conclusione del processo.
4) Il presidente invita i colleghi professori a ridurre i libri proposti agli studenti per l’ “elaborato finale” e a ridurre di conseguenza le pagine della tesi stessa a un massimo di 50 cartelle.
Mi sono apertamente opposto a tale iniziativa non tanto per l’invito alla moderazione ma per il vincolo proposto che cela l’inaccettabile stereotipo che vede lo studente disinteressato a produrre un elaborato approfondito. Nessuno mette in dubbio che anche una prova di trenta cartelle possa essere completa e ben eseguita, ma un limite massimo di pagine impedirebbe allo studente di gestire liberamente una prova che è, se vogliamo trovare una giustificazione alla sua esistenza, occasione di espressione di potenzialità e conoscenze acquisite.
- Sono state approvate dal Consiglio le delibere di convalida degli esami e il relativo accreditamento per studenti che hanno presentato domanda di riconoscimento di conoscenze linguistiche e informatiche, di stages, di seconda laurea e di trasferimento, sia da altro corso di laurea, sia da altro Ateneo, verso il corso di laurea in Scienze dei beni culturali.
- Il Consiglio approva le domande di laurea triennali e, dopo gli opportuni aggiustamenti, le proposte di correlazione per le lauree magistrali.
Vi invito a contattarmi per approfondire o chiarire i temi trattati.
A cura di Davide Rota
venerdì 5 ottobre 2007
CCD di Lettere del 27 settembre 2007
Dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, si è approvata la richiesta di afferenza al nostro Corso della professoressa Moretti.
Il Presidente, prof. Masini, ha illustrato i dati sulle immatricolazioni, positivi e incoraggianti per la Facoltà, dove tranne Beni culturali e SUA crescono tutti i corsi e specialmente per il nostro, che cresce più di tutti, di oltre il 25%.
Il Presidente rivolge, su richiesta del Preside Franzini, un invito ai docenti del Corso, affinché si evitino eccessivi carichi sugli studenti per la prova finale del triennio. Il valore è di 9 crediti, quindi 225 ore di lavoro, per cui neanche due mesi di studio: alcuni docenti, invece, dimenticando il principio della tesi del triennio, che non è una prova specialistica o una ricerca scientifica, richiedono bibliografie oltremodo varie o sostanziose.
Con la riforma dell’ordinamento del corso triennale in Lettere in vigore dall’A.A. 2008/’09, si intende ridurre i curricula (ora sette in tutto, tre classicisti e quattro modernisti) a soli due, uno classicista e uno modernista, lasciando poi allo studente il compito di indirizzare nell’ambito prediletto il proprio percorso. Inoltre alcuni esami, quali Letteratura italiana, Linguistica italiana, Letteratura greca, Letteratura latina, passeranno da nove a dodici crediti, in previsione di un possibile accesso dalla SILSIS.
La discussione procede poi sui requisiti di ammissione ai corsi di laurea magistrale in Scienze dell’Antichità e Lettere moderne, fissati su 60 CFU da aver acquisito in determinati settori disciplinari. Il prof. Gioseffi ritiene che si debba aprire di più l’accesso alla magistrale classicista, che così rischierebbe di essere “blindata”, e che andrebbero presi in considerazione anche corsi quali Filologia umanistica, Letteratura latina medievale, Religioni del mondo classico, insegnamenti a cavallo tra i due ambiti, nei crediti validi per l’accesso. Il prof. Zanetto dissente, ritenendo importante per l’accesso a un corso magistrale una solida conoscenza già acquisita in greco e latino, ciò che di fatto si traduce in 60 crediti bloccati contro 120 liberi. Il prof. Gioseffi persiste nel suo dissenso. La prof.ssa Rosa ritiene sia importante garantire il passaggio, ma gli ordinamenti sono a disposizione in bozza ormai da un mese e le modifiche che si volevano proporre andavano presentate prima, quando ancora c’era un buon margine per il dibattito in CCD.
Gli ordinamenti riformati del corso triennale in Lettere e dei corsi biennali in Scienze dell’Antichità e Lettere moderne vengono approvati all’unanimità, ma con riserva di apportare piccole modifiche o aggiunte sui settori disciplinari passibili di validità per l’accesso al biennio classicista. Sinistra Universitaria vota compatta a favore della riforma degli ordinamenti.
Comunicazione sulle tesi di laurea: sono in aumento le tesi triennali, mentre c’è un leggero calo per le biennali, forse contingente, e comunque per il momento non preoccupante. Si vanno sempre più riducendo le tesi quadriennali, le cui correlazioni, per la sessione autunnale, sono comunicate e approvate.
La seduta è tolta alle ore 12.40 circa.
3 ottobre 2007
a cura di Pietro Virtuani
giovedì 27 settembre 2007
CCD di Scienze Storiche del 26 settembre 2007
Prima di arrivare a spiegarvi come cambieranno i corsi di Storia un breve excursus sugli altri temi trattati:
- Il Preside Franzini ha notato che i programmi degli esami si stanno facendo sempre più pesanti in termini di libri. Ha ricordato che esiste una legge che impone certi limiti per gli esami anche da 9cfu.
- Il Preside Franzini ha notato inoltre che alcuni professori fanno richieste esagerate per la tesina triennale, invitando tutti a ricordare che tale lavoro vale 9 Cfu e in quanto tale non può avere un carico di lavoro troppo ampio.
- Con le prossime schede di valutazione della didattica i professori dovranno anche consegnare il programma d'esame per valutare se eccede il monte-ore legale di cfu/ora di studio.
- Ai laboratori le quote di iscritti non possono eccedere i 25, infatti il numero di laboratori presente è sufficiente a coprire tutti gli studenti.
- Erasmus: dato che gli esami fatti all'estero ora sono valutati da una super-Commissione e non più dal docente di riferimento, i docenti dovranno comunicare tutti gli insegnamenti attivati nelle università convenzionate che possono essere riconosciuti, per velocizzare i lavori della commissione.
- Correlatori e Relatori: i correlatori che non riceveranno una copia (parziale o totale) della tesi del loro studente "correlato" potranno rifiutarsi di firmare la domanda di laurea.
Veniamo al nuovo ordinamento di Storia. Alcune considerazioni preliminari. Questo nuovo ordinamento sostituirà quello vecchio (ossia quello attualmente in uso) dall'anno accademico 2008-2009. Da quella data le matricole della laurea triennale si iscriveranno alla nuova laurea triennale e chi si iscriverà alla magistrale si iscriverà a quella nuova. Questo è l'ultimo anno in cui ci si immatricolerà con il vecchio ordinamento (ossia quello attualmente in uso). Data la diversità delle tabelle ministeriali fra vecchio e nuovo ordinamento, non sarà possibile per gli immatricolati alla laurea triennale e alla laurea magistrale nell'anno 2007-2008 (e precedenti) passare dal vecchio al nuovo ordinamento (come invece fu possibile nel passaggio da vecchio ordinamento quadriennale al 3+2).
Ora veniamo ai punti salienti:
- il corso è articolato in due lauree: una triennale denominata "Storia" e una Magistrale denominata "Scienze Storiche" (Classi di Laurea L-42 e LM-84). A nostra richiesta di invertire i nomi per non creare confusione (dato che la Triennale ora si chiama Scienze Storiche e la nuova Magistrale ha lo stesso nome) ci è stato risposto che è politica di facoltà chiamare la laurea triennale con il nome semplice (Storia, Filosofia, Lettere) e la magistrale con il prefisso Scienze.
- non ci saranno curricula: le tabelle in cui scegliere gli esami saranno molto ampie, pertanto ci si potrà indirizzare sull'ambito prescelto, sia nella triennale sia nella specialistica. Gli esami obbligatori sono pochi (30 cfu) il resto è libero (pur rimanendo negli ampi paletti delle tabelle ministeriali). Ciò significa che i medievisti, antichisti e modernisti che ora con l'attuale laurea magistrale erano costretti a fare esami di storia contemporanea non saranno più tenuti a farlo. Infatti la classe di laurea magistrale LM-84 scelta per il nuovo ordinamento è di Storia generica, non come l'attuale laurea magistrale in Storia e Documentazione Storica che ha una classe di laurea in Storia Contemporanea.
- I CFU totali derivanti da Laboratori scenderanno dagli attuali 15 a 9. Sarà obbligatorio l'esame da 3 cfu in una lingua UE, e ci saranno 6cfu per i laboratori (quindi solo 2 invece di 3+1). Il Laboratorio di Scrittura Italiana da obbligatorio diventerà facoltativo nell'ambito dei 6 cfu.
- Ammissione alla magistrale: saranno ammessi di diritto tutti i laureati nella laurea triennale presso la statale e sono posti dei requisiti (30cfu conseguiti in certi esami) che saranno obbligatori. Chi non ha quei 30cfu non viene ammesso, non esistono più le ammissioni con debiti (che vengono qui aboliti). Chi OGGI sta frequentando la vecchia laurea Triennale in Sc. Storiche non deve temere: anche con la vecchia triennale si viene ammessi di diritto alla nuova magistrale.
A febbraio verranno pubblicate le nuove tabelle con per le nuove lauree per i nuovi piani di studio (validi però solo per chi si immatricola dal 2008-09 alla triennale o magistrale).
Per gli studenti lavoratori: i 6 cfu di laboratori non sono sostituibili, quindi dovete fare per forza 2 laboratori (è un regolamento ministeriale, l'Uni non centra). Comunque scegliendo Scrittura Italiana in autoformazione vi rimarrebbe 1 solo laboratorio da frequentare.
(a cura di Mattia Pessina)
martedì 25 settembre 2007
Consiglio di biblioteca SAFM (sezione di scienze dell'antichità)
lunedì 24 settembre 2007
Commissione didattica del 24 settembre 2007
Il preside, prof. Franzini, legge la relazione della commissione “Gualandri” sulla prossima conclusione dei lavori di riforma degli ordinamenti didattici. Restano da chiarire i requisiti minimi per attivare i corsi di laurea, specie magistrali: numero minimo di docenti e di studenti iscritti; allo stato attuale, per mancanza di uno di tali requisiti, le magistrali di SUA e Musicologia (salvo consorzio con il Conservatorio) verranno comunque attivati per l’A.A. 2008/’09, ma con l’attuale ordinamento; manca il requisito d’iscritti anche alla magistrale in Scienze dell’Antichità. Con molte probabilità, i nuovi ordinamenti, nell’A.A. 2008/’09, saranno attivati solo per il 1° anno del triennio e del biennio, il che significa che non saranno possibili opzioni dall’ordinamento attuale al nuovo per gli studenti iscritti al 2° e 3° anno del triennio o al 2° del biennio. Gli ordinamenti saranno approvati dai CCD entro la fine di settembre o i primi di ottobre.
1) Attivazioni.
I corsi di laurea triennali rimangono gli stessi dell’A.A. 2007/’08. Per i bienni c’è un cambio di denominazione per “Storia e documentazione storica” in “Scienze storiche” e per “Culture e linguaggi per la comunicazione” in “Cultura e storia del sistema editoriale”. Magistrali di nuova attivazione dall’A.A. 2008/’09: Archivistica e biblioteconomia; Teorie e metodi per la comunicazione.
2) Interventi dei presidenti dei CCD sul lavoro di revisione degli ordinamenti didattici.
Prof. Masini, Lettere: nulla da dettagliare sulla revisione degli ordinamenti, anche perché questi sono scatole vuote che si spiegano solo con l’organizzazione dei corsi di studio nei regolamenti. Il preside obietta che tuttavia, sugli ordinamenti, i corsi si sono comportati assai differentemente, e che ancora alcune declaratorie e mancate propedeuticità non soddisfano.
Prof. Canziani, Filosofia: non si sono fatte modifiche nette rispetto ai vecchi ordinamenti, salvo l’eliminazione dei curricula e la rimozione di 12 CFU filosofici per via dell’abolizione degli istituzionali.
Prof. Modenesi, Lingue e letterature straniere: rimane la necessità, per la completezza degli esami delle due lingue e letterature, di inserire discipline di base, in tabella, anche tra le affini; il campo delle affini è stato tuttavia ampliato rispetto alla bozza di giugno, in conformità con le linee guida ministeriali.
Prof. Bologna, Scienze storiche: nei nuovi ordinamenti, non ci saranno più curricula né nel triennio né nel biennio; si tenta così di dare più spazio al settore di antichistica. La magistrale assumerà il nome di “Scienze storiche”; sarà anche attivata, nell’A.A. 2008/’09, la magistrale in Archivistica e biblioteconomia, senza curricula, assai professionalizzante. Il preside ricorda che le proposte di nuove attivazioni di corsi di laurea vanno vagliate e approvate dal Senato Accademico.
Prof. Bosisio, Scienze dei beni culturali: il nuovo ordinamento prevede una riduzione dei curricula nel triennio e un monte di esami obbligatori e propedeutici, volti a semplificare i percorsi di studio. La magistrale assumerà la denominazione di “Scienze dello spettacolo”, rinunciando così alla componente multimediale.
Prof. Scaramellini, Scienze umane per l’ambiente, il territorio ed il paesaggio: il CCD difetta della rappresentanza studentesca, che è comunque invitata a partecipare, in aula 303 di via Mercalli, ore 10.30 di mercoledì 26 settembre. Aboliti i curricula, rimane un monte fisso di 105 CFU, dopo il quale gli studenti possono orientarsi grosso modo su due percorsi.
Prof.ssa Bonomi, Scienze umanistiche per la comunicazione: superati i problemi di collaborazione con la laurea della medesima classe attivata a Scienze politiche, si sono fissati 123 CFU comuni, 9 per laboratori, in ottica professionalizzante, si è deciso un taglio contemporaneo e si vorrebbe, fin nell’ordinamento, confermare il numero chiuso. L’accesso da Lettere e Filosofia al nuovo biennio in Teorie e metodi per la comunicazione sarà piuttosto elastico; il nuovo biennio non avrà curricula, specializzerà le discipline triennali e avrà un’alta componente professionalizzante, anche per far fronte alle perplessità di molti studenti che, dopo tre anni di SUC, migravano a Scienze politiche o altrove.
Prof. Cadioli, Culture e linguaggi per la comunicazione: il corso magistrale assumerà il nome di “Cultura e storia del sistema editoriale”, senza curricula, conservando comunque una continuità con il triennio di SUC.
Prof. Negri, Storia e critica dell’arte: sarà una magistrale assai simile all’attuale, senza curricula, ma in cui lo studente potrà liberamente orientarsi su quattro indirizzi (tre storici e uno tecnico-letterario). Sarà obbligatorio un esame di fisica, da 6 CFU, denominato “Metodi analitici per lo studio dei beni culturali”.
Per Mediazione linguistica e culturale interviene una collaboratrice del prof. Turchetta, assente, e segnala essenzialmente la conferma dei curricula per il corso triennale.
Prof. De Marinis, Archeologia: sarà una magistrale senza curricula, ma con tre indirizzi, storico, etruscologico, archeologico. Le disposizioni ministeriali hanno condotto paradossalmente a un corso con soli quattro esami di archeologia e pochi crediti da acquisire in competenze tecniche e informatiche essenziali per l’accesso alle scuole di specializzazione.
3) Avvio dei lavori di modifica del regolamento di Facoltà.
La commissione didattica, all’unanimità, esprime parere favorevole alle proposte di modifica dei seguenti articoli:
Articolo 2: sarà consentito l’accesso al consiglio di Facoltà a tutti i ricercatori, anche senza affidamenti di cattedra (finora potevano partecipare solo ai CCD).
Articolo 21: si rende necessaria una revisione del sistema della prova finale del triennio; se ne occuperà in primo luogo la commissione Gualandri. Il preside ripete la sua proposta di reintroduzione del correlatore (dell’area disciplinare medesima del relatore), abbassamento a tre dei membri delle commissioni di laurea, e proclamazione collettiva a fine sessione.
La riunione è sciolta alle ore 16.35.
(a cura di Giuseppe Alonzo)
venerdì 21 settembre 2007
Consiglio di Facoltà del 19.9 e commissione "Gualandri" del 20.9
Il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia si è tenuto mercoledì 19 settembre 2007 in aula 211 alle ore 9.30. Per Sinistra Universitaria sono presenti i consiglieri: Giuseppe Alonzo, Marco Genre, Pietro Virtuani, Giada Porchera, Igor Turconi (Lettere); Ilaria Roveda, Rossella Fattorini, Vincenzo Latronico (Filosofia); Alessandro Cicchello, Aurelio Lentini, Simon Crovini (Scienze storiche), Fanny Papa (Scienze umanistiche per la comunicazione); Davide Rota (Scienze dei beni culturali). Assenti giustificati i consiglieri: Mattia «Harlokkio» Pessina, Mirko Cetrangolo, Andrea Piroddi, Giulia Lagomarzini, Giacomo Bottos. Assenti i consiglieri: Paolo Manfredi, Guido Micheli, Eva Dolcemascolo.
Il preside, prof. Elio Franzini, ricorda le scadenze di ottobre e febbraio per l’approvazione definitiva dei nuovi ordinamenti e regolamenti didattici, che entreranno in vigore dall’A.A. 2008/2009. La Facoltà è ancora in attesa di conoscere i requisiti minimi definitivi per l’attivazione dei corsi di laurea, specie magistrale. Si approvano le mutuazioni e gli affidamenti di cattedra per l’A.A. entrante; quanto agli affidamenti verso altre università, le si approvano, ma si avverte che in futuro i nulla osta saranno più restrittivi e difficilmente concessi all’infuori della regione.
Il preside precisa poi che lo stanziamento di 20 milioni di euro erogato dal Ministero, in decreto e non in finanziaria, per l’assunzione di nuovi ricercatori, potrà fruttare alla nostra Facoltà non più di 2 o 3 assunzioni; resta il problema dei concorsi per professore associato, fascia ancora troppo ristretta nella nostra Facoltà e nel sistema universitario complessivo.
Si comunicano gli esiti dei bandi per contratti di insegnamento integrativo (laboratori e simili di lingua greca, latina e italiana) afferenti a Lettere, Beni culturali e SUA per l’A.A. entrante.
Si approvano alcuni titoli da pubblicare nella collana di Facoltà «Quaderni di Acme»; si rinnova il contratto per la rivista di Facoltà «Acme» per due anni, con prospettiva di almeno parziale pubblicazione online (ciò che consentirebbe una riduzione dei costi sulla pubblicazione in cartaceo); per la collana «Il Filarete» il contratto è rinnovato per un anno.
Il Consiglio si riunirà il 18 ottobre, seduta in cui verranno approvati gli ordinamenti didattici riformati in sede di commissione «Gualandri» e commissione didattica.
La commissione «Gualandri» per la riforma degli ordinamenti e dei regolamenti didattici si è riunita giovedì 20 settembre alle 9.30 in aula 113. Presenti, per la componente studentesca, Giuseppe Alonzo (SU) e Ilaria Bertini (OS). Assente la prof.ssa Gualandri per motivi familiari, presiede il preside, prof. Franzini. Il Governo è piuttosto bloccato sui requisiti per i regolamenti: c’è chi spinge per un taglio netto dei corsi di laurea (anche dl 70%), chi è invece più morbido (un più salutare 30%); analogamente il C.U.N. è in parte schierato per fare avviare i nuovi ordinamenti dall’A.A. 2009/2010, ma la componente umanistica spinge per l’avvio delle riforme già dal 2008/2009. Il preside comunica la conferma dell’appello di laurea straordinario per triennalisti di febbraio.
Tra i requisiti d’accesso alle lauree magistrali, gli ultimi decreti non impongono il limite di 60 CFU in settori disciplinari d’area; tuttavia il nostro Ateneo, onde evitare complicazioni nelle ammissioni, conserverà tale soglia.
Il preside mette in guardia i docenti presenti su due punti: non è lecito non firmare agli studenti la domanda di laurea triennale a lavoro pressoché finito o per mancata lettura, né assegnare, per la prova triennale, spogli o ricerche eccessive; evitare la tendenza di questi anni a incrementare costantemente i programmi d’esame oltre i limiti imposti dal sistema dei crediti. Quanto alla prova finale triennale, il preside propone di reintrodurre il correlatore riducendo le commissioni a tre docenti e effettuando le proclamazioni, in blocco, in aula magna, una per ogni sessione.
Con la separazione netta, nei nuovi ordinamenti, tra triennio e biennio, pare nono sarà più possibile avere riconosciuti nella laurea magistrale eventuali CFU maturati nel triennio oltre i 180 richiesti; l’unica opzione, per chi volesse portarsi avanti con gli studi, rimarrebbe quella degli esami singoli a pagamento; tale questione va tuttavia chiarita.
Il prof. Masini contesta l’abbassamento da 6 a 3 del limite minimo di crediti che gli studenti dovranno acquisire in laboratori, stage e simili, ritenendo tale misura non in linea con lo spirito professionalizzante della riforma universitaria; il prof. Franzini obietta che mancano le disponibilità finanziarie per ampliare il ventaglio laboratori e tenerlo in vita: saranno anzi passibili di abolizione i laboratori frequentati da meno di 15 studenti e quelli più costosi, in vista della rimozione dei finanziamenti regionali quest’anno ancora ottenuti. Parziale soluzione sarebbe l’affidamento più esteso di laboratori a dottorandi e assegnisti di ricerca.
La commissione incontrerà le “parti sociali” il 15 ottobre per comunicare i primi esiti dei lavori; tali esiti saranno allora stati approvati dalla commissione didattica del 24 settembre e dai CCD che avranno luogo a seguire.
(a cura di Giuseppe Alonzo)
martedì 7 agosto 2007
Incontro con la direttrice della sezione Arte della biblioteca di via Noto
I punti salienti del dibattito sono stati:
1-ORARI: non è assolutamente possibile, nella condizione di tragica penuria di personale in cui versa di biblioteca, proporre un aumento degli orari;
2-PRESTITO: come recita la Carta dei Servizi Bibliotecari, hanno diritto al prestito a domicilio:
· i docenti, i ricercatori del Dipartimento
· i dottorandi, gli specializzandi e i titolari di assegni di ricerca afferenti ad Dipartimento.
Per noi studenti il prestito non è generalmente concesso (diffidate delle informazioni che trovate a riguardo su users.unimi.it/starte) per carenza di materiale.
Spesso è presente solo una copia per ogni libro, anche di quelli più richiesti (per i quali si sta procedendo all’acquisizione di ulteriori copie).
3-FOTOCOPIE: la biblioteca, di norma, dovrebbe consentire la fruizione soltanto delle due macchine interne; in realtà, per venire incontro a un’enorme richiesta, ci offre la possibilità d’usufruire anche delle due esterne, quelle riservate a docenti, dottorandi e specializzandi.
Non ci sono risorse per comprare altre fotocopiatrici.
Si consiglia quindi di:
-non fotocopiare immagini: vengono male, è uno spreco di inchiostro ed è vietato dalla legge;
-evitare i giorni di maggiore affluenza (martedì e mercoledì) per rendere il flusso più omogeneo;
-non esagerare con le stampe (la legge impone la fotocopiatura massima del 15% per volume)
-rispettare la fila attendendo il proprio turno al tavolo per evitare che si creino file chilometriche e rumorose. La collaboratrice chiamerà il numero assicurando il rispetto delle posizioni;
-gli studenti che fanno uso delle fotocopiatrici esterne sono pregati di riportare all’interno i libri.
Abbiamo pensato, con l’aiuto di tutti, di creare delle copie dei saggi più ricercati in modo tale da fotocopiare da quelle senza abusare del libro.
Se siete consapevoli che il saggio che state fotocopiando è utile a molte persone segnalate la cosa alla collaboratrice che ne farà una copia.
Lo sforzo di tutti è fondamentale per la tutela dei testi.
4-LIBRI DANNEGGIATI: se notate libri con rilegatura rotta o usurata, segnalate il problema al bancone.
5- FURTI: la situazione è agghiacciante: i libri che spariscono sono in numero sempre maggiore; all’ultimo inventario mancano all’appello 450 libri!
Sollecito tutti a segnalare sospetti o violazioni al bancone.
E’ dovere di tutti salvaguardare il NOSTRO patrimonio.
Si sollecitano anche i professori, dottorandi e specializzandi a compilare l’apposito modulo di richiesta prestito.
6- ADATTATORE PER PRESA COMPUTER: è un servizio che la biblioteca offre gratuitamente per venire incontro alla nostre esigenze ma gli adattatori vanno restituiti al bancone quando si è terminato l’utilizzo.
7-CASSETTA LIBRI DESIDERATI: è possibile rilasciare lì i suggerimenti per le acquisizioni.
(a cura di Davide Rota)
su.beniculturali@gmail.com
lunedì 16 luglio 2007
Per l'autonomia della ricerca portoghesista in Italia
Informativa sulle prospettive di autonomia dei settori scientifico-disciplinariL-LIN/09 – Lingua e traduzione: lingue portoghese e brasiliana
Sulla questione "Cercignani" e l'esame di letteratura tedesca
Emerge da tale inchiesta, documentata sulla base delle esperienze di molti studenti, in buona parte riferite sul forum del sito studentistatale.it, la consuetudine, da parte del professor Fausto Cercignani, ordinario di Letteratura tedesca presso la nostra Facoltà, di rivendere direttamente nel suo studio i manuali necessari alla preparazione dell’esame di cui è responsabile. Tale pratica, viste anche le poco convincenti giustificazioni del professor Cercignani rilasciate a «Vulcano» in forma di intervista, pare assai irrituale e contestabile in quanto:
1. non viene emessa alcuna ricevuta fiscale per l’avvenuto acquisto dei volumi;
2. l’acquisto diretto dal docente si configura, nelle testimonianze degli studenti e nell’inchiesta di «Vulcano» come condizione – posta la presentazione di programma firmato all’appello – di buon superamento della prova d’esame;
3. in conseguenza del punto 2, l’esame di letteratura tedesca è ampiamente preferito da molti studenti anche non provenienti dal Corso di Laurea in Lingue e letterature straniere, sia pure in confronto agli altri insegnamenti di letteratura che, come quello del professor Cercignani, non richiedono la conoscenza della lingua straniera;
4. nel suo complesso, sembra decisamente svalutativa rispetto a una formazione seria e di livello universitario, dignitosa e approfondita quale la nostra Facoltà dovrebbe garantire.
Come rappresentanti degli studenti in Consiglio di Facoltà abbiamo segnalato la questione al nostro preside, Elio Franzini, che ci ha esplicitamente invitati a comunicargli ogni caso di sospetto "vizio di forma" nella direzione degli insegnamenti e degli esami da parte dei docenti. Questo prima ancora che il caso finisse sul Corriere. Ci auguriamo che la segnalazione porti i suoi frutti, e che casi analoghi possano in futuro emergere, se non altro per ragioni di trasparenza. Nonostante le difese al professore levatesi nel topic sull'argomento apero sul forum di studentistatale.it, per noi rappresentanti è assolutamente imprescindibile far presente nelle sedi opportune una consuetudine che ci è parsa francamente discutibile, che forse favorisce la comodità nel reperimento dei libri, ma che certo tende a minare quei principi di approfondimento e di equilibrio tra le varie discipline (specie se soggette alla libera scelta degli studenti) garantiti dalla nostra Facoltà, sempre impegnata a valutare attentamente la propria attività didattica. In tal senso, inoltre, garantiamo la nostra piena solidarietà a tutta la redazione e al direttore di Vulcano, per il lavoro svolto in questi anni e anche per quest'ultima operazione giornalistica che definirei seria, documentata, d'assalto, e soprattutto integrata da un'interessante intervista allo stesso docente. Un segno di trasparenza, quest'ultimo, mostrato, crediamo, da entrambe le parti in causa.
Vi aggioneremo in futuro sugli sviluppi della questione.
(a cura di Giuseppe Alonzo)
su.letterefilosofia@gmail.com
Commissione "Gualandri" del 12 luglio 2007
1) Comunicazioni del preside, prof. Elio Franzini, alla luce delle nuove linee-guida ministeriali, emesse ieri.
- Fondamentale è il richiamo ai requisiti minimi per l’attivazione dei corsi di laurea, siano essi requisiti di docenza o di studenti immatricolati. Al momento rischiano le magistrali in Musicologia e beni musicali e in Scienze e culture dell’ambiente e del paesaggio, cioè lo sbocco biennale del SUA triennale. È in corso l’esame della proposta di attivazione di due nuovi corsi di laurea magistrale: Archivistica e biblioteconomia e un altro nel settore delle comunicazioni; c’è poi il progetto di altre magistrali in interfacoltà (Scienze cognitive, e altre nell’area geografico-ambientale).
- Non sarà più possibile, nei nuovi ordinamenti, inserire nelle tabelle alcune discipline di base o caratterizzanti anche come affini, integrative o di sede, se non per validi motivi di formazione, valutati dal C.U.N.; per i trienni si è fissato un minimo di 18 crediti di affini che siano tali, e non materie basilari camuffate come integrative (il minimo delle affini per i bienni è di 12 crediti). Eventuali spostamenti di settori scientifico-disciplinari dalle attività di base o caratterizzanti a quelle affini e integrative andranno giustificati nelle declaratorie dei regolamenti e degli ordinamenti didattici.
- Le linee-guida indicano i crediti a scelta come 1 esame, da includersi nel massimo di 20 per i trienni; nei nostri futuri ordinamenti, i crediti a scelta saranno 12, ergo, nel nome dell’autonomia, verranno considerati come 2 esami, e dunque il massimo di esami assegnabile per curriculum sarà di 18. Al biennio idem, 2 esami a scelta più massimo 10 di curriculum.
2) Comunicazioni della presidente della commissione, prof.ssa Isabella Gualandri.
- Riepilogo dei tempi e delle scadenze come indicato nel resoconto del C.d.F.
- Bisogna che tutti i regolamenti e gli ordinamenti dei corsi di laurea magistrale della Facoltà si uniformino nell’indicare i requisiti minimi di accesso, dato che alcuni, nelle bozze, non l’hanno ancora fatto, tanto più che, come conferma il prof. Franzini, con i nuovi ordinamenti scomparirà la nozione di «debito». Il limite di crediti è stabilito dal Ministero in un minimo di 60, da distribuirsi nei settori di pertinenza della laurea magistrale.
- Gli ordinamenti dovranno essere conclusi subito dopo l’estate, opportunamente modificati secondo le nuove linee-guida, mentre i regolamenti possono ancora essere passibili di modifiche e correzioni.
3) Intervento della prof.ssa Marina Cometta, referente in commissione per il corso di laurea in Lingue e letterature straniere.
Dalle nuove linee-guida enunciate dal preside, il progetto di revisione del corso triennale di Lingue e letterature straniere esce con le ossa rotte. Erano stati inseriti come affini e integrativi moltissimi settori di lingua e letteratura, che ora andranno tolti (in ordine al punto 1.2), ciò che comporterà la reintroduzione nel corso di studi dei settori di italianistica e filosofia che si progettava di rimuovere. Al massimo, si potrà reinserire come affine e integrativa la nozione di «terza lingua», omessa nei progetti attuali, giustificandola in declaratoria con una prospettiva pienamente europea del corso di studi.
L’assemblea è sciolta alle ore 11.25.
(a cura di Giuseppe Alonzo)
su.letterefilosofia@gmail.com